Morte Giuseppe Pedrazzini, la figlia e il genero: “Siamo sollevati, la parola omicidio è lontana dalla nostra realtà”

morte giuseppe pedrazzini

Non parlavano da giorni ma hanno deciso di raccontare quello che sentono ai microfoni di Quarto Grado. La figlia di Giuseppe Pedrazzini, Silvia e suo genero Riccardo, hanno deciso di spiegare quello che è il loro punto di vista e dichiarano: “Ci sentiamo in parte sollevati perchè sta venendo fuori la verità, a quanto pare sta cadendo questa accusa, non è stato un omicidio. Il medico legale lo ha confermato, le cause sembrerebbero naturali”. Queste le parole dei due indagati ( insieme a loro anche Marta, la vedova). Secondo le prime indiscrezioni derivanti dagli esami autoptici, sarebbe infatti confermato il fatto che Giuseppe Pedrazzini non sia morto a causa di un annegamento e quindi a causa dell’acqua del pozzo. Questo però non significa nulla, perchè l’uomo potrebbe si esser morto per cause naturali ( e poi gettato nel pozzo, e il reato non sarebbe in ogni caso così di poco conto), ma potrebbe esser morto a causa di farmaci, di una somministrazione mancata o per dei mancati soccorsi. Le indagini proseguono perchè le risposte ancora, devono chiaramente arrivare.

Morte Giuseppe Pedrazzini: parlano Riccardo e Silvia

Adesso stiamo sopravvivendo, viviamo in macchina. Mi stupisce che ci siano persone che dicono che mia madre ha bisogno di questa macchina, per noi ora è la casa. Grazie a Dio c’è la Caritas. Non è bello vivere in queste condizioni, non è bello stare lontano da nostro figlio ma per noi questa è l’attuale condizione” ha detto la figlia di Giuseppe Pedrazzini.

La parola omicidio è una parola da film da telefilm, sono lontani però dalla nostra realtà, sono parole che mi fanno paura, l’ho sempre detto. Sono contento che la verità stia venendo a galla” ha detto Riccardo e quando la giornalista Ilaria Mura ha parlato però del fatto che comunque, Beppe, qualcuno lo ha gettato nel pozzo, il genero del Pedrazzini ha commentato: “Queste sono cose che riguardano le indagini, attendiamo ancora, pian pian si costruirà la verità che anche noi ci chiediamo quando finalmente uscirà perchè anche noi la vogliamo“.

La nostra famiglia è distrutta, la nostra dignità è sottoterra. Io non ho potuto neppure salutare mio padre, non me lo hanno fatto vedere neppure quando è stato estratto, non sono potuta andare neppure al funerale, per queste disposizioni, è anche mio padre, noi diceva sempre che noi eravamo i suoi ragazzi. Io a mio padre sono sempre stata legatissima. Il mio dolore lo sto somatizzando da sola, lontana da tutte le mie cose. Ci troviamo qui, noi due a dover soffrire in silenzio” ha detto Silvia. “Cosa facciamo durante tutto il giorno? Sopravviviamo” ha detto Riccardo. I due vanno avanti grazie alla loro fede, convinti che la verità sta per uscire fuori e questa è la sola cosa che permette a entrambi di sperare che questa vicenda finisca.

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