Il padre di Saman libero di fare la sua vita in Pakistan: il video che indigna da Quarto Grado

I giornalisti di Quarto Grado mostrano un video del padre di Saman che fa la sua vita in Pakistan senza temere di essere arrestato
il padre di saman

Mentre in Italia le forze dell’ordine sono impegnate da un anno e mezzo a cercare i resti della povera Saman e a mettere insieme i pezzi di questo puzzle, le persone che hanno fatto del male a una ragazzina di 18 anni, che hanno spezzato la sua vita uccidendola, continuano a fare una vita tranquilla. Il padre e la madre di Saman vivono in Pakistan. Sono tornati nel loro paese di origine, le ricerche non sono state così difficili per i giornalisti che in questi mesi, hanno più volte raccontato di come i genitori di Saman continuino a fare una vita normale, protetti dai loro parenti che vivono in quella comunità. E ieri sera, nel programma Quarto Grado, è stato mostrato un altro video che indigna. In Italia, tutti i programmi mostrano le scioccanti intercettazioni nelle quali si sente il padre di Saman raccontare di come ha ucciso sua figlia, per onore, per vendicare la sua dignità. In Pakistan l’uomo continua invece a fare la sua vita, tranquillo, senza che nessuno lo arresti; partecipa anche alle processioni, ai riti della sua religione. E non in posti sperduti nel deserto o in montagna, ma nel paese in cui anche Saman aveva vissuto fino al 2016, anno in cui poi arrivò in Italia insieme alla sua famiglia. E allora, come è possibile pensare che nonostante la richiesta di arresto, il padre di Saman, possa fare la sua vita in Pakistan, come se nulla fosse?

Il video del padre di Saman che indigna

Non stiamo parlando di un video di un anno fa ma, come spiega la giornalista, le immagini di questa processione, risalgono alla fine di agosto 2022. Un mese fa. Il padre di Saman partecipa insieme ad altri uomini a una processione per le vie del paese. Non solo partecipa, sembra essere il capo di questo gruppo di persone che si muovo seguendo i suoi ordini. Shabbar Abbas, spiegano i giornalisti di Quarto Grado che stanno seguendo il caso anche in Pakistan, viene spesso protetto dai parenti che vivono nel suo villaggio e non è facile scovarlo ma lì, tutti sanno dove sta. E se i giornalisti italiani sono stati in grado di trovarlo, immaginiamo che le forze dell’ordine, dovrebbero avere meno problemi.

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