Giorgio Falcetto ancora in fin di vita. Parla l’aggressore: “Mi aveva visitato ma non ha risolto i miei problemi”

Sono gravissime le condizioni di Giorgio Falcetto il medico aggredito ieri nel parcheggio del Policlinico di San Donato Milanese. Dopo l'arresto parla il suo aggressore
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Non ci sono ancora buone notizie per Giorgio Falcetto, un medico del Policlinico di San Donato Milanese che martedì mattina, attorno alle 10, è stato aggredito proprio fuori dall’ospedale. Il dottore è stato trasferito d’urgenza al San Raffaele di Milano per essere operato in neurochirurgia. Ieri per tutta la giornata si è parlato di una lite per il parcheggio, di qualcosa che aveva a che fare con la macchina di Falcetto. Di un uomo che casualmente, avrebbe impugnato un machete per colpirlo più volte, fino a ridurlo in fin di vita. Oggi però la verità che emerge è un’altra. Ci sarebbe della premeditazione, non sarebbe stata una aggressione casuale ma chi ha colpito il medico, voleva farlo e aveva, nella sua testa, delle motivazioni per compiere quel gesto. Tutta da verificare la versione dell’aggressore, è il compito dei Carabinieri che stanno seguendo il caso, per capire se davvero, tra Falcetto e la persona che ha tentato di ucciderlo, in passato ci fossero stati dei contatti.

Giorgio Falcetto aggredito a Milano: parla l’uomo che lo ha ridotto in fin di vita

Conosco quel medico, mi ha visitato quattro mesi fa, mi ha fatto una flebo ma non ha risolto i miei problemi” sarebbe questo il racconto reso alle forze dell’ordine dall’aggressore. In realtà agli investigatori al momento non risultano visite o contatti tra Falcetto e l’uomo che ieri mattina, più volte, lo ha colpito con un machete.

Il 76enne lavorava da vent’anni a contratto con il Policlinico, sempre nel pronto soccorso, in chirurgia d’urgenza. E negli archivi non ci sono precedenti accessi in ospedale del 62enne accusato di aver aggredito il medico. Allo stesso modo non è chiaro perché si trovasse in quell’area, in auto, riservata alle sole ambulanze o alle urgenze. 

L’uomo ha raccontato che ieri mattina stava male, era andato lì per essere visitato. Ma non ha menzionato le sue intenzioni di colpire qualcuno, di vendicarsi. Sta di fatto però che aveva il machete nella sua disponibilità. A detta dell’aggressore però, l’incontro con il medico sarebbe stato casuale e la lite sarebbe iniziata dopo che per sbaglio, ha urtato la macchina di Falcetto. Una ricostruzione piena di lacune e cose che non tornano. Spetterà a chi indaga rimettere ordine in questa drammatica vicenda.

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