Chiara Ferragni prosciolta: finisce così il pandoro gate
Chiara Ferragni è stata prosciolta: oggi si chiude la vicenda legata al "pandoro gate"
Si chiude ufficialmente uno dei casi mediatici e giudiziari più discussi degli ultimi anni: Chiara Ferragni è stata prosciolta dalle accuse legate al cosiddetto Pandoro-Gate. L’influencer e imprenditrice digitale era indagata per truffa aggravata, insieme ad altre due persone – anch’esse prosciolte – per la promozione del pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi.
Secondo l’impostazione accusatoria iniziale, la comunicazione commerciale legata a questi prodotti avrebbe lasciato intendere che una parte del ricavato sarebbe stata destinata a progetti di beneficenza. Un messaggio che, sempre secondo i pm, avrebbe potuto indurre in errore i consumatori. La decisione del giudice mette ora fine alla vicenda giudiziaria, chiudendo un capitolo che ha avuto un forte impatto sull’immagine pubblica dell’imprenditrice.
Le prime parole di Chiara Ferragni
All’uscita dalla decisione del giudice, Chiara Ferragni ha espresso tutta la propria emozione: «Sono molto felice, è finito un incubo. Ringrazio i miei avvocati e i miei follower che, per due anni, mi hanno sostenuta fino a qui. Siamo tutti commossi, grazie ai miei avvocati e ai miei followers».
L’imprenditrice era difesa dai legali Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, che hanno seguito l’intero percorso processuale fino al proscioglimento.
Perchè Chiara Ferragni è stata prosciolta
Alla base della decisione non c’è una valutazione sul merito della comunicazione, ma una questione tecnica di grande rilevanza giuridica. Il nodo centrale riguarda l’aggravante della “minorata difesa” degli utenti online, contestata inizialmente dalla Procura.
Questa aggravante era fondamentale perché rendeva la presunta truffa procedibile d’ufficio, cioè anche in assenza di una denuncia formale. Il giudice, però, non ha riconosciuto la sussistenza della minorata difesa, facendo così venir meno l’aggravante.
Caduta l’aggravante, il reato è stato riqualificato come truffa semplice. A quel punto è entrato in gioco un altro elemento decisivo: circa un anno fa, il Codacons e l’Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi avevano ritirato la querela, dopo aver raggiunto un accordo risarcitorio con l’influencer.
In assenza di querela valida, il giudice ha quindi disposto il proscioglimento per estinzione del reato.
Con questa decisione, si chiude formalmente il caso giudiziario, anche se resta aperto il dibattito sull’etica della comunicazione commerciale nel mondo degli influencer e sul rapporto tra marketing, beneficenza e trasparenza verso i consumatori.
Per Chiara Ferragni, il proscioglimento rappresenta un punto di svolta dopo due anni complessi, segnati da indagini, polemiche e un forte impatto reputazionale. Il «Pandoro-Gate» entra così nella sua fase conclusiva, lasciando spazio a una possibile ripartenza personale e professionale dell’imprenditrice digitale più conosciuta d’Italia.