Chiesto l’ergastolo per Louis Dassilva: svelato il movente per l’omicidio di Pierina Paganelli
Louis Dassilva avrebbe ucciso Pierina per paura che lei scoprisse la sua relazione con Manuela Bianchi: è questo il movente, chiesto l'ergastolo
La Corte d’Assise di Rimini si avvia verso una fase decisiva nel processo per l’omicidio di Pierina Paganelli. Nella giornata di lunedì 18 maggio, il pubblico ministero Daniele Paci ha chiesto la condanna all’ergastolo per Louis Dassilva, unico imputato per il delitto della 78enne uccisa nel garage del condominio di via del Ciclamino, a Rimini, la sera del 3 ottobre 2023. In apertura della sua lunga requisitoria, il pm ha ricordato Pierina come “una donna energica, amorevole, collante della famiglia”, sottolineando come non avesse nemici e “non meritasse di morire urlando terrorizzata”.
Secondo la Procura, Dassilva avrebbe agito con premeditazione, crudeltà e approfittando della minorata difesa della vittima, colpita con 29 coltellate in un agguato nel garage del palazzo dove viveva. Per la prima volta poi si parla in modo deciso anche del movente. Louis Dassilva ascolta in aula tutto quello che viene detto sul suo conto, scambia pochi sguardi con sua moglie Valeria Bartolucci. Grande assente invece Manuela Bianchi che ha preferito non esserci.
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Per Louis Dassilva chiesto l’ergastolo: le ultime notizie
Al centro dell’impianto accusatorio c’è il presunto movente: per il pm, Louis Dassilva avrebbe ucciso Pierina Paganelli per evitare che la donna scoprisse e rivelasse la sua relazione extraconiugale con Manuela Bianchi, nuora della vittima. Una verità che, secondo l’accusa, avrebbe potuto mettere a rischio il matrimonio dell’imputato con Valeria Bartolucci e la stabilità economica costruita in Italia. “Ha ucciso per sé stesso”, avrebbe sostenuto Paci in aula, spiegando che Dassilva temeva di perdere tutto, compresa la possibilità di aiutare economicamente la famiglia rimasta in Senegal. La Procura ha inoltre chiesto che non vengano riconosciute attenuanti generiche, pur in assenza di precedenti penali.
Secondo quanto emerso, se è vero che Louis Dassilva aveva un suo lavoro in Italia, è altrettanto vero che viveva in casa con Valeria, che aveva anche un aiuto economico da sua moglie. Cosa che invece non avrebbe potuto avere da Manuela Bianchi, che in quel periodo non aveva neppure un lavoro. Valeria Bartolucci dal canto suo, aveva più volte detto che non sarebbe successo nulla di così grave se lo avesse scoperto, visto che Louis Dassilva aveva avuto anche altre donne. Ma per il PM, la volontà di Pierina Paganelli di scoprire il nome dell’amante di sua nuora, ha cambiato tutto.
Durante la requisitoria sono stati richiamati anche gli elementi indiziari raccolti dagli investigatori, dalle immagini delle telecamere fino alle dichiarazioni rese da Manuela Bianchi e ai movimenti attribuiti all’imputato nelle ore successive al delitto. Per l’accusa, Louis Dassilva avrebbe aspettato Pierina nel buio del garage, conoscendo perfettamente abitudini e percorsi della donna. La richiesta dell’ergastolo rappresenta ora un passaggio cruciale in un caso che da oltre due anni continua a tenere alta l’attenzione mediatica e giudiziaria, mentre la difesa continua a sostenere l’estraneità dell’imputato ai fatti.