Garlasco, chi ha messo in giro “polpette avvelenate” pro-Stasi? Spunta un nome

Sarebbe stata identificata la persona che si spacciava per una collaboratrice del procuratore Napoleone e ha diffuso notizie fake sull'indagine di Garlasco

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Si allarga il fronte delle polemiche e delle denunce attorno al caso del delitto di Garlasco. Secondo indiscrezioni raccolte oggi da Open, una sedicente segretaria del procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, avrebbe diffuso informazioni false e indiscrezioni prive di fondamento a giornalisti, blogger e operatori dell’informazione che seguono da vicino l’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. La donna, che avrebbe utilizzato un numero telefonico fake per accreditarsi come collaboratrice del magistrato, sarebbe finita al centro di un esposto depositato proprio nella procura che indaga sul caso.

Proprio ieri sera, anche nel corso della trasmissione Ore 14 sera, si era parlato di queste “polpette avvelenate” nell’indagine per il delitto di Garlasco . Anche Rita Cavallaro aveva spiegato che la procura sta indagando su questa persona e che sarebbe vicina l’identificazione. E a quanto pare, la procura avrebbe dato un nome e un cognome a questa persona che ha agito in modo subdolo per mesi. Non è ancora ufficiale ma pare fornisse informazioni Pro-Stasi ai giornalisti e a chi lavora appunto nel mondo dell’informazione. A che scopo? E perchè farlo?

>>> Antonio De Rensis risponde alle accuse di Stefania Cappa da Ore 14 sera

Garlasco: chi ha diffuso polpette avvelenate pro-Stasi?

L’episodio rappresenterebbe soltanto uno dei numerosi sviluppi collaterali emersi nelle ultime settimane attorno al delitto di Garlasco, un caso che continua ad attirare enorme attenzione mediatica. Secondo quanto riportato, quello riguardante la presunta falsa segretaria rientrerebbe in un quadro ben più ampio: sarebbero infatti circa 60 gli esposti presentati da giornalisti e dalle famiglie Poggi e Cappa per presunti episodi di diffamazione aggravata nei confronti di giornalisti, youtuber e figure coinvolte nel racconto pubblico dell’indagine. L’obiettivo sarebbe quello di fermare la diffusione di ricostruzioni considerate fuorvianti o prive di riscontri.

Non è ancora chiaro se questa persona, abbia agito nel tentativo di portare l’opinione pubblica e i media dalla parte di Stasi o se invece il suo scopo fosse quello opposto. Lo si capirà probabilmente quando si avranno maggiori informazioni sulla vicenda.

Nel frattempo la guerra degli esposti e delle denunce proseguono. Tra le persone finite nelle denunce presentate da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, tramite l’avvocato Antonio Marino, figurano anche nomi noti legati al caso Garlasco: l’avvocato Antonio De Rensis, uno dei legali di Alberto Stasi, l’inviato de Le Iene Alessandro Di Giuseppe e l’ex maresciallo dei carabinieri di Pavia Francesco Marchetto. Nei loro confronti verrebbe ipotizzato il reato di istigazione a delinquere.

Nelle denunce si farebbe inoltre riferimento a possibili profili di frode processuale e depistaggio, pur senza che queste ultime contestazioni risultino formalmente indicate come specifiche ipotesi di reato. Denuncia alla quale ieri sera, dalla trasmissione Ore 14 sera, Antonio De Rensis ha risposto, ribadendo che non avrà paura, laddove sarà necessario, di affrontare nelle sedi opportune quello che dovrà affrontare.

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