Amareggiato e deluso l’avvocato De Rensis racconta la sua verità a Ore 14 sera

L'avvocato de Rensis a Ore 14 sera risponde alle accuse lanciate dalle sorelle Cappa e non solo

ore 14 sera de rensis

Alla fine l‘avvocato de Rensis ha deciso di parlare e di raccontare quello che per lui è stato uno degli episodi più significativi degli ultimi anni, episodio che forse, dopo ben 4 anni da quando è accaduto, lo ha portato a dove si ritrova oggi. A doversi difendere di chi lancia contro di lui pesantissime accuse, ieri si era persino parlato di associazione a delinquere. Le accuse principali sono quelle di istigazione alla diffamazione e a portarle avanti, ci sono le sorelle Cappa, in particolar modo, l’avvocata Stefania Cappa che ha presentato una querela contro il legale di Alberto Stasi.

Ed è per questo che ieri sera, nel corso della diretta di Ore 14 sera, l’avvocato de Rensis ha voluto precisare diverse cose. “Voglio dire una cosa importante, io non ho paura di grandi nomi e di grandi cognomi” facendo capire di essere pronto, laddove sarà chiamato a farlo, tutto quello per chi viene accusato.

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L’avvocato De Rensis e la telefonata del 13 luglio 2022

Da mesi l’avvocato de Rensis, molto prima che si parlasse dei famosi audio, dell’esposto di Chiara Ingrosso e di tutto il resto, aveva raccontato in diverse trasmissioni, di esser rimasto turbato da quando ha assunto la difesa di Stasi, di un episodio in particolare. Torna dunque indietro nel tempo, e specifica anche che quando questa telefonata è arrivata, in Italia le sole persone che sapevano che aveva assunto la difesa di Stasi erano lui, Alberto, la dottoressa Bocellari, Alessandro De Giuseppe e le persone che avevano seguito la richiesta del fascicolo alla procura di Pavia.

Dunque arriviamo al 13 luglio quando è proprio l’avvocato de Rensis ad andare a ritirare i famosi CD e tutto il fascicolo. Cinque ore dopo, succede una cosa che nessuno si aspettava.

Eravamo rimasti in pochi, suona il telefono dello studio, vedo il numero sul display, arriva l’avvocato Calpigiani che risponde e si dimostra turbato, dice che una persona mi vuole parlare facendo il nome. Io guardo l’avvocato Grandi, che lavora con me da 24 anni, lei prende il telefono, si sposta, questa persona, che non avevo mai sentito prima e non ho più sentito dopo dice alla collega: ‘Devo organizzare prestigiosissimi convegni al CONI, vorrei che lui presenziasse come relatore, ci teneva tantissimo” spiega l’avvocato de Rensis.

La conversazione è durata un po’, l’avvocato Emanuela Grandi ha detto che non mi poteva passare la telefonata e che avrebbe riferito. Io non ho mai richiamato questa persona, ho avvertito immediatamente l’avvocato Bocellari, la mattina dopo ho avvertito il Procuratore Capo. Se io tengo tanto che lei partecipi a qualcosa che io organizzo ma non riesco a parlarle il giorno dopo le invio una mal” ha detto l’avvocato de Rensis che ha pensato che fosse molto strano che arrivasse una sola e unica telefonata, tra l’altro, non un giorno qualunque, ma proprio quel giorno.

Vuole sapere chi è? Stefania Cappa. Io non dò valore, sto riferendo un fatto di cronaca, io non dico cosa ho pensato, so cosa è stato detto alla mia collega. Io interpreto questa telefonata da libero cittadino come mi pare”. L’avvocato de Rensis ha anche voluto fare un’altra precisazione: “Stefania Cappa per me non è la testa del serpente, lo voglio precisare, ha dei capelli molto diversi” ha detto il legale nel corso della puntata di Ore 14 sera del 21 maggio 2026.

L’avvocato de Rensis spiega come è arrivato ad avere il ruolo di legale di Stasi

In questi giorni l’avvocato De Rensis è stato anche accusato di aver complottato con l’inviato de Le Iene De Giuseppe, per entrare nel team di Stasi. Ha dunque voluto fare delle precisazioni: “Questo servirà a cancellare alcune bufale che ho letto. Giada Bocellari stava affrontando un faticoso ricorso alla CEDU insieme a un altro professionista, l’altro non poteva più esserci, mentre Giada era molto impegnata.”

 Lei si era confidata con Alessandro De Giuseppe sulla necessità di avere qualcuno che la aiutasse. Lui, e lo dico a tutti, è un mio carissimo amico, partecipa alle mie feste di compleanno come anche altri magistrati e professionisti, ha nominato me dicendo: ‘Penso sia bravo, se vuoi te lo faccio conoscere’. “

E ancora: “Io ho incontrato Giada, quando andiamo in carcere Alberto in modo risoluta mi disse: ‘Sia chiara una cosa, la ringrazio per l’impegno che metterà, ma lei si occuperà esclusivamente del ricorso alla CEDU, non avrà niente a che fare con l’omicidio di Garlasco’. Io gli ho detto: ‘Non si preoccupi, sono stato chiamato per quello’. Poi probabilmente, ma è una mia valutazione, forse Giada avrà apprezzato qualcosa, tempo dopo mi ha chiesto di darle una mano nel caso”.

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