La moglie di Annibale, conosciuto come Dino, il Tg1: “chi sa parli”

La moglie di Annibale Carta non si dà pace: tutti amavano il suo Dino e allora lancia un appello, chi ha visto o sa qualcosa deve parlare

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A pochi giorni dal tragico omicidio di Annibale Carta, conosciuto da tutti come Dino a Foggia, emergono nuovi dettagli carichi di dolore e incredulità. A parlare è la moglie, Sara Traisci, che ai microfoni del Tg1 ha ricostruito gli ultimi istanti trascorsi insieme al marito. «Lui era felicissimo di essere tornato prima a casa. Mi ha detto “dieci minuti e torno, il tempo di portare Maya e stiamo assieme”», ha raccontato la donna, ricordando con commozione quel momento che precede di poco la tragedia consumatasi il 13 aprile a Foggia, dove il 42enne è stato ucciso con quattro colpi di pistola.

In questi giorni, sono stati recuperati diversi video e anche degli audio che potrebbero essere molto importanti per la risoluzione del caso. Sembrerebbe che l’assassino, o l’assassina, si sia allontanato a bordo di una bicicletta. In strada in quel momento, come mostrano le telecamere, c’erano anche altre persone per questo è importante capire se davvero qualcuno ha visto qualcosa che possa permettere a chi indaga di dare un nome a chi ha ucciso Annibale, conosciuto da tutti in città come Dino.

La moglie di Annibale Carta al Tg lancia un appello importante

Nel racconto della moglie di Annibale Carta, emerge tutta l’incredulità per una violenza che, secondo la famiglia, non trova spiegazione. «Mio marito non ha mai avuto nemici», ha dichiarato ancora Sara Traisci, sottolineando come Dino, così era conosciuto da amici e clienti, fosse una persona benvoluta da tutti. «Voglio capire perché hanno fatto male a una persona che non ha mai fatto male a nessuno», ha aggiunto, dando voce a un dolore che si accompagna alla richiesta di verità e giustizia.

La donna ha poi lanciato un appello accorato affinché chiunque possa contribuire alle indagini trovi il coraggio di parlare. «Spero che ci sia meno omertà e più coraggio. Se qualcuno ha visto qualcosa o sa anche un minimo particolare, lo riferisca alle forze dell’ordine», ha dichiarato. Intanto gli inquirenti stanno valutando diverse piste, mentre la comunità si stringe attorno alla famiglia: Annibale Carta era infatti molto attivo anche nella parrocchia di Parrocchia di San Francesco Saverio, dove ogni sera viene ricordato durante la messa insieme alla moglie e alle due figlie.

Proprio pochi istanti prima di morire, come risulta dai tabulati e dal suo cellulare, Annibale aveva mandato un messaggio al parroco, a dimostrazione che mai si sarebbe aspettato quello che è successo. Chi voleva così tanto male a un uomo tanto amato come Dino?

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