L’avvocato De Rensis a Ore 14 sera: “Chiara Ingrosso mi chiamava cucciolo ma io arriverò alla testa del serpente”
L'avvocato de Rensis risponde alle accuse mosse dalla giornalista Chiara Ingrosso e a sua volta, racconta diversi dettagli a Ore 14 sera
Nella puntata di Ore 14 sera è successo quello che ci si aspetta. E’ successo quello che tutto il pubblico che segue questa vicenda ormai da tempo, pensava che accadesse. L’avvocato De Rensis infatti, dopo aver avuto modo di leggere da Selvaggia Lucarelli, che la giornalista che ha presentato l’esposto contro di lui è Chiara Igrosso, ha commentato dicendo che lo ha sempre sospettato e che era lei la persona di cui aveva parlato il giorno prima, quando aveva spiegato di questa cena e dei messaggi che gli arrivavano di continuo.
Accuse molto forti quelle che ha mosso l’avvocato De Rensis arrivando anche a dire che questa signora faceva la giornalista ma che probabilmente non la farà più. Ha parlato di messaggi privati che lei gli ha mandato, tutte cose che può dimostrare avendo il cellulare in mano. Ma soprattutto ha spiegato che Chiara Ingrosso non sarà la sola a rispondere della accuse gravissime mosse contro di lui. Perchè se fa ridere il fatto che una giornalista lo accusi di dirigere i palinsesti, di manipolare la linea editoriale dei programmi di cui è ospite, ben diverso è quando si parla di cose più serie, quando si mettono in mezzo le indagini e altro.
Le parole di De Rensis a Ore 14 sera
Rispondendo alla domanda di Milo Infante ha anche spiegato il motivo per il quale è andato a cena con la giornalista non nel ristorante dell’Hotel ma in uno in centro a Milano. “Lei mi ha chiesto di venire da me, ma io non sono stupido perchè le celle del cellulare sarebbero rimaste qui e si sarebbe parlato di un incontro in Hotel, io invece le ho dato appuntamento a Milano in centro, perchè già sapevo tutto” ha detto De Rensis.
“Credo che quelli che mi ha inviato siano messaggi che normalmente non si mandano – ha affermato -. Se sono messaggi inappropriati? Non lo so, lei pensa che sia normale chiamare un avvocato ‘cucciolo’? Io penso di no. Io attendo, perché questa volta vado alla testa del serpente. Io so perfettamente che in questa vicenda c’è una testa del serpente. Questo serpente è abituato ad avere persone che si spaventano, ma a me, da 1 a 10, fa paura -10″ ha continuato l’avvocato De Rensis.
“Il 22 gennaio, dopo un pressing di tre mesi in cui mi è stato chiesto di tutto, vengo registrato – ha poi raccontato -. Io ero consapevole di uscire un’ora e mezza a cena con una persona molto in confidenza con qualcuno che è avverso a questa indagine e ho volutamente cenato con lei. La cena è durata un’ora e trenta, nel tavolo più centrale del ristorante. Il 25 gennaio questa signora, evidentemente sconvolta da quello che aveva sentito, scompare. Mai più sentita. Quando ci siamo salutati c’era però grandissima convivialità, nessuno era sconvolto e c’erano grandissimi sorrisi. Io credo che il 22 gennaio non si sia sconvolto nessuno“.
“Io – ha sottolineato – ero consapevole di andare a cena con una persona avversa alla nostra linea difensiva, perché una persona che ti insegue in maniera verbalmente violenta due mesi prima non può diventare tua amica, ma ci sono strategie anche mediatiche che impongono ad un avvocato di avere rapporti cordiali con quasi tutte le trasmissioni. Diverso, però, è sapere chi si ha di fronte: io sapevo perfettamente chi avevo di fronte e sapevo perfettamente che ciò che dicevo quella sera almeno una persona lo avrebbe saputo. Non sapevo di essere registrato in quell’occasione, ma sicuramente non mi fidavo, poi uno può giocare”.
“Ho vocali – ha aggiunto – in cui questa persona mi chiede di informarmi da chi fa le indagini per darle delle risposte o in cui mi chiedeva di parlare con una conduttrice di nome Federica. Io non vedo l’ora che vengano fuori gli audio, così faccio sentire i vocali che ho io. Quando una persona che si maschera da paladina della giustizia vuole in realtà farmi del male scatta la sopravvivenza. E siccome io sono solo al mondo da 28 anni, so come si sopravvive nella giungla. Andrò a prendere la testa del serpente, perché è quella che interessa a me”.
L’avvocato De Rensis ha anche parlato della richiesta di raccomandazioni e di altro, respingendo ovviamente le accuse che vengono mosse contro di lui. Non ha idea di quello che ci può essere in queste 20 pagine di esposto, se non la registrazione di questa cena, perchè a suo dire, non c’è altro da aggiungere. Ma si andrà avanti e non ha paura di tutto quello che potrebbe venire fuori perchè anche lui avrà molto da raccontare.