L’avvocato di Gianni di Vita smentisce tutte le voci circolate: “nessuna dimenticanza, era a cena”

L'avvocato di Gianni di Vita per la prima volta parla anche in tv di quello che sta succedendo a Pietracatella

gianni di vita pietracatella giallo

Nelle ultime ore sul giallo di Pietracatella sono state dette molte cose. Ed è forse per questo motivo che l’avvocato di Gianni di Vita ieri ha deciso di rilasciare delle dichiarazioni ai giornalisti e di parlare poi anche in diretta nel corso della puntata di Chi l’ha visto del 15 aprile 2026. Il legale, anche amico di Gianni di Vita, ha spiegato che gli inquirenti stanno facendo il loro lavoro ma che le indiscrezioni circolate anche sulla stampa e sui vari media, non corrispondono al vero. Gianni di Vita in questa vicenda è parte lesa, soffre moltissimo per la morte di sua moglie e di sua figlia, non riesce ancora a capacitarsi di quanto sia accaduto e pensare che possa esserci un sospetto sul suo conto o su quello di sua figlia, lo lascia sgomento.

>>> Ci sono nuove persone sospettate a Pietracatella?

L’avvocato di Gianni di Vita e il giallo di Pietracatella

Per questo motivo l’avvocato Facciolla ha voluto fare delle precisazioni. Innanzi tutto non è vero che il suo assistito ha risposto con “tanti non ricordo” in merito alla cena del 23 dicembre, cena durante la quale probabilmente la sua famiglia è entrata in contatto con la ricina. Ha fatto un elenco ben preciso di cose che sono state mangiate, ad esempio ha parlato di insaccati, della giardiniera, di cozze che erano avanzate dal giorno prima. Una cena normalissima nulla di eccezionale, una cena che però potrebbe esser stata fatale, visto che probabilmente, la ricina si nascondeva in qualcosa che è stato consumato proprio in quella occasione.

Gianni di Vita avrebbe solo detto di non ricordare chi ha mangiato cosa, ma è evidente che queste informazioni potrebbero essere già nelle mani degli inquirenti. Antonella e Sara hanno fatto diversi accessi al pronto soccorso e forse ci sono tracce su qualche documento, di quello che le due donne hanno detto di aver mangiato. Chi indaga al momento non dice molto e si attendono i risultati del centro veleni di Pavia che daranno delle risposte precise da cui ripartire in questa vicenda.

L’avvocato di Gianni di Vita vuole anche precisare che, rispetto a quanto emerso anche nelle ultime ore, l’uomo ha partecipato alla cena del 23 dicembre. La sola persona che non era presente in casa era la figlia maggiore, uscita a cena con gli amici.

Facciolla ha spiegato inoltre che nelle prossime ore lui e Gianni di Vita incontreranno un tossicologo che lavorerà per loro anche per capire quello che sarà detto da chi indaga e dal centro veleni e per effettuare le sue di analisi e una eventuale consulenza. Al momento va ricordato, l’inchiesta della procura di Larino, resta una inchiesta contro ignoti.

Seguici

Seguici su

Google News Logo
Ricevi le nostre notizie da Google News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.