L’omicidio di Giulia Tramontano è stato premeditato: “Impagnatiello aumentava le dosi di veleno”
Ci sarà un nuovo processo per decidere se Impagnatiello ha premeditato l'omicidio di Giulia Tramontano
Nuovi sviluppi giudiziari nel caso dell’omicidio di Giulia Tramontano, la giovane di 29 anni incinta di sette mesi uccisa il 27 maggio 2023 nella loro abitazione di Senago, nel Milanese. La Corte di Cassazione ha disposto un processo d’Appello bis per rivalutare l’aggravante della premeditazione nei confronti di Alessandro Impagnatiello, già condannato all’ergastolo per il femminicidio della compagna.
Nelle motivazioni depositate dalla Suprema Corte emerge un quadro che, secondo i giudici, potrebbe dimostrare come il progetto omicidiario non sia nato poche ore prima del delitto, ma abbia radici molto più lontane nel tempo. Una valutazione che potrebbe portare a una diversa lettura dell’intera vicenda processuale.
La Cassazione: “L’intenzione di uccidere Giulia era già emersa mesi prima”
Secondo quanto scritto dalla prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Monica Boni, esistono elementi che suggeriscono come Alessandro Impagnatiello avesse maturato l’idea di eliminare Giulia Tramontano già diversi mesi prima del 27 maggio 2023.
I giudici evidenziano in particolare come la Corte d’Appello di Milano non abbia adeguatamente valutato alcuni aspetti emersi durante il processo, tra cui la progressiva somministrazione di veleno per topi alla compagna, iniziata già nel dicembre 2022. Un comportamento che, secondo la Cassazione, avrebbe registrato un significativo aumento proprio nell’ultimo mese e mezzo prima dell’omicidio.
Nelle motivazioni si sottolinea inoltre che l’intenzione omicidiaria potrebbe essere ricondotta anche alle ore precedenti il delitto, ma senza escludere che il progetto criminale fosse già presente da tempo nella mente dell’imputato.
Omicidio Giulia Tramontano, perché la premeditazione era stata esclusa in Appello
Nel giugno 2025 la Corte d’Appello di Milano aveva confermato la condanna all’ergastolo per l’ex barman, riconoscendo le aggravanti della crudeltà e del vincolo della convivenza, ma escludendo quella della premeditazione.
Secondo i giudici d’Appello, infatti, non vi erano prove sufficienti per sostenere che la somministrazione del veleno fosse stata finalizzata a provocare la morte della compagna. Questa interpretazione aveva portato a collocare la nascita del proposito omicidiario soltanto nel pomeriggio del 27 maggio 2023, poche ore prima dell’aggressione mortale.
Una conclusione che aveva suscitato forte indignazione nella famiglia della vittima. La sorella di Giulia, Chiara Tramontano, aveva affidato ai social tutta la propria amarezza scrivendo parole durissime contro la decisione dei giudici: “Vergogna, vergogna. La chiamano legge ma si legge disgusto”.
Le ricerche online sui veleni e l’aumento delle dosi
Tra gli elementi che dovranno essere riesaminati nel nuovo processo d’Appello figurano anche le numerose ricerche effettuate online da Impagnatiello nei mesi precedenti al delitto. La Cassazione richiama in particolare le consultazioni su temi come “veleni letali”, “veleni mortali fatti in casa” e altre ricerche specifiche relative all’utilizzo del veleno per topi.
Uno degli episodi ritenuti particolarmente significativi risale al 7 gennaio 2023. Due giorni dopo aver convinto Giulia a non sottoporsi all’aborto programmato, l’uomo avrebbe cercato sul web informazioni come: “Quanto veleno per topi è necessario per uccidere una persona?” e “Veleni inodori e insapori”.
Per la Suprema Corte questi elementi meritano una valutazione più approfondita, soprattutto se inseriti nel contesto complessivo del rapporto tra imputato e vittima e alla luce delle condotte tenute nei mesi precedenti all’omicidio.
Omicidio Giulia Tramontano: un nuovo processo per stabilire se il delitto fu premeditato
La condanna all’ergastolo per Alessandro Impagnatiello resta definitiva e non è in discussione. Il nuovo giudizio riguarderà esclusivamente la valutazione dell’aggravante della premeditazione.
I giudici dell’Appello bis dovranno riesaminare l’intera sequenza degli eventi, a partire dal dicembre 2022 fino al pomeriggio del 27 maggio 2023, tenendo conto dei principi indicati dalla Cassazione e del complessivo sviluppo della relazione tra l’imputato e Giulia Tramontano.
Al centro dell’analisi ci sarà la domanda che accompagna il caso sin dall’inizio: se l’omicidio della giovane donna e del bambino che portava in grembo sia stato il frutto di una decisione maturata nell’arco di poche ore oppure l’esecuzione di un piano elaborato e perseguito per mesi.