Omicidio Pierina Paganelli: chi ha sollevato il tablet della donna di notte dopo l’omicidio?
Chi ha mosso o spostato il tablet di Pierina Paganelli poche ore dopo il suo omicidio?
La nuova udienza del 27 aprile davanti alla Corte d’Assise di Rimini ha riportato il caso di Pierina Paganelli al centro dell’attenzione mediatica. Durante il processo a carico di Louis Dassilva, è emerso un elemento destinato a far discutere: il tablet della vittima sarebbe stato toccato o sollevato diverse ore dopo il delitto. Secondo quanto riferito in aula dal perito incaricato delle analisi digitali, il dispositivo si sarebbe acceso alle 1:23 del 4 ottobre 2023, circa tre ore dopo l’orario stimato dell’omicidio. Un dettaglio che apre nuovi interrogativi su ciò che sarebbe accaduto nel garage di via del Ciclamino dopo l’aggressione.
Che cosa è successo dunque, l’assassino di Pierina Paganelli è tornato sulla scena del crimine per spostare qualcosa, per inscenare qualcosa ( ricordiamo che la gonna della donna era stata sollevata come se si volesse far pensare a una violenza sessuale). Se così fosse, bisognerebbe pensare però, che questa persona, tornata nel garage, abitasse nello stabile, visto che non ci sarebbero immagini di qualcuno che entra o esce dal palazzo.
Omicidio Pierina Paganelli: il giallo del tablet
Il tablet, ritrovato nella borsa accanto al corpo della donna, non avrebbe registrato utilizzi completi ma soltanto una breve attivazione dello schermo, durata pochi secondi. Per gli investigatori, l’accensione sarebbe compatibile con un’interazione umana: qualcuno avrebbe preso in mano il dispositivo, spostato la borsa o ricollocato gli oggetti personali della vittima. Questa ricostruzione si collega all’ipotesi secondo cui, dopo l’omicidio, qualcuno sarebbe tornato sulla scena per sistemare alcuni effetti personali caduti durante la colluttazione. La dinamica rafforzerebbe la teoria di un passaggio successivo all’aggressione, forse compiuto dalla stessa persona che ha ucciso Pierina Paganelli oppure da un eventuale complice.
Il mistero resta però aperto: chi avrebbe toccato il tablet nel cuore della notte? La Procura continua a concentrarsi sugli spostamenti e sugli orari collegati all’imputato, mentre la difesa sostiene che questo dettaglio potrebbe indicare la presenza di più persone coinvolte. Durante l’udienza è stato ricordato anche che, pochi minuti dopo l’attivazione del tablet, il cellulare di Dassilva avrebbe registrato alcuni movimenti. Sulla famosa app del “contapassi” sarebbero stati infatti contati almeno sette passi fatti. Un elemento che potrebbe diventare cruciale nelle prossime fasi del processo, soprattutto per ricostruire con precisione ciò che accadde nelle ore successive al delitto di Rimini.
Se Louis Dassilva ha davvero ucciso Pierina Paganelli lo ha fatto da solo? Ed è possibile che per ben due volte, sua moglie Valeria Bartolucci, non si sia accorto che l’uomo era uscito di casa?