Parla l’ex di Alex Manna, l’assassino di Zoe: “aggressivo, perde la pazienza facilmente”
L'ex fidanzata di Alex Manna e migliore amica di Zoe racconta del ragazzo: è sempre stato aggressivo con scatti di rabbia
“Alex non è cattivo, però è un po’ aggressivo”. Inizia così il racconto di Nicole, migliore amica della vittima ed ex fidanzata di Alex Manna, oggi accusato dell’omicidio della 17enne Zoe Trinchero. Parole che restituiscono il profilo di un ragazzo dall’indole instabile, capace di passare in pochi attimi dalla calma all’esplosione di rabbia. Un carattere che, secondo chi lo conosceva bene, era segnato da gelosia, possessività e improvvisi scatti d’ira.
Alex Manna ha ucciso Zoe: parla l’ex fidanzata
Nicole racconta ai giornalisti un anno e mezzo di relazione vissuto tra tensioni continue e comportamenti oppressivi. “Con me non ha mai alzato le mani – spiega – ma di punto in bianco diventava aggressivo, geloso, mi diceva cosa dovevo fare e cosa non dovevo fare”. Un controllo costante che, con il tempo, aveva reso la situazione insostenibile. “Non potevo parlare né uscire con nessuno. Era ossessivo e possessivo”, aggiunge la giovane.
Gli scatti d’ira si manifestavano anche contro gli oggetti. In più occasioni Alex Manna avrebbe distrutto ciò che aveva intorno, arrivando persino a rompere i vetri della propria stanza. Un altro episodio, ricordato da Nicole, parla di un violento pugno sferrato contro una finestra dopo un banale litigio con il fratello.
A un certo punto Nicole trova la forza di interrompere la relazione. “Io non ne volevo più sapere per tutti questi motivi – racconta – e ora, proprio lui, mi ha tolto la mia amica”. Un dolore doppio, quello di chi ha conosciuto da vicino il lato oscuro dell’ex fidanzato e oggi deve fare i conti con una tragedia che ha colpito nel profondo la sua vita. Dal racconto emerge anche il ritratto di un giovane privo di ambizioni. Secondo Nicole, Alex non aveva voglia di lavorare e viveva grazie al sostegno economico degli altri.
“Era un ragazzo di compagnia, ma senza un soldo. Lo mantenevo io. Adesso si fa mantenere dalla sua nuova fidanzata”, spiega. Una quotidianità fatta di notti insonni e risvegli a mezzogiorno, senza progetti concreti per il futuro. Un quadro che descrive una personalità fragile, instabile, incapace di costruire un percorso autonomo.
Alex Manna e Zoe: non c’era nessuna storia
Nicole chiarisce anche il rapporto tra la vittima e il suo assassino. Tra Zoe e Alex, sottolinea, non c’era alcuna relazione sentimentale.
“Erano andati a fare un aperitivo tre mesi fa, ma Zoe non mi ha mai detto che lui la importunava o che si fosse invaghito di lei. Io e Zoe stavamo sempre insieme e non mi ha mai mostrato preoccupazioni a proposito di Alex. Anzi, a lei non piaceva proprio”. Un dettaglio che rende ancora più incomprensibile quanto accaduto e rafforza l’idea di un gesto maturato in un contesto di squilibri personali profondi.
Le parole di Nicole delineano un quadro fatto di controllo, rabbia repressa e incapacità di gestire le emozioni. Un mix pericoloso che, ancora una volta, riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza tra giovani e della necessità di intercettare per tempo segnali spesso sottovalutati. La morte di Zoe Trinchero lascia una ferita aperta e una comunità sotto shock. E il racconto di chi conosceva Alex Manna mostra come, dietro comportamenti apparentemente “solo aggressivi”, possano nascondersi dinamiche ben più profonde e devastanti.