Pochi vip presenti ai funerali di Don Mazzi ma ci sono i suoi amati ragazzi e le famiglie che lo ricorderanno per sempre
Al funerale di Don Mazzi pochi vip ma presenti tutti i suoi ragazzi e le persone che hanno voluto bene al sacerdote
La Basilica di Sant’Ambrogio a Milano si è riempita fin dalle prime ore di centinaia di persone accorse per l’ultimo saluto a don Mazzi. Un lungo applauso ha accompagnato l’arrivo del feretro, accolto con grande commozione dai presenti, mentre sulla bara è stato deposto un girasole, simbolo di speranza e di quella vicinanza ai più fragili che ha caratterizzato tutta la sua vita. Accanto ai familiari e ai ragazzi di Exodus, erano presenti numerose autorità civili e religiose, ma sono stati pochi i volti noti del mondo dello spettacolo a prendere parte alle esequie.
L’ultimo saluto a Don Mazzi, Lele Mora: “Per me è stato un secondo papà”
Tra i personaggi più conosciuti presenti in Basilica c’era Lele Mora, che non ha nascosto la propria emozione davanti ai cronisti. L’ex agente dei vip ha ricordato il sacerdote con parole cariche di affetto: “Don Mazzi è stato per me un secondo papà”, sottolineando il legame personale costruito negli anni. Poco dopo sono arrivati anche don Luigi Ciotti, Fabio Pizzul e il presidente dell’Inter Beppe Marotta, che ha voluto rendere omaggio alla figura del fondatore di Exodus: “Ha interpretato il vero valore cristiano del perdono ed è sempre riuscito ad accompagnare coloro che sono caduti e metterli sulla retta via. È una persona a cui dobbiamo tanta riconoscenza e che ci dobbiamo sempre portare nel cuore.”
Una Basilica gremita per l’ultimo saluto
A rendere omaggio a don Antonio Mazzi non sono mancati anche i rappresentanti delle istituzioni. Tra i presenti il prefetto Claudio Sgaraglia, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’europarlamentare Giorgio Gori, il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, il presidente di Rcs Urbano Cairo e lo stesso Lele Mora. Più che la presenza di celebrità, a colpire è stata però la partecipazione di tantissime persone comuni, dei volontari e di quanti hanno incrociato il cammino del sacerdote nel corso della sua lunga missione.
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Una chiesa gremita e un applauso corale hanno testimoniato il segno profondo lasciato da don Mazzi, ricordato soprattutto per la sua instancabile opera di accoglienza, recupero e perdono verso chi viveva situazioni di fragilità. Nonostante l’assenza di tante persone famose, cose che è stata notata da molti, a rendere questo giorno sicuramente pieno d’amore e d’affetto, è bastato l’amore dei ragazzi di don Mazzi e delle famiglie che in questi anni sono state al suo fianco, da lui sempre aiutate.