Roma, neonato abbandonato in una chiesa dentro una busta: sta bene, il parroco lo chiama Gregorio
Sta bene il piccolo neonato abbandonato in chiesa a Roma: il sacerdote ha scelto il suo nome, si chiamerà Gregorio
Un neonato di appena uno o due giorni di vita è stato trovato all’interno di una chiesa a Roma, abbandonato in un sacchetto di plastica sotto un crocifisso. Una storia che ha profondamente colpito la comunità della Magliana e che, fortunatamente, ha avuto almeno un primo risvolto positivo: il bambino è vivo e sta bene. Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di venerdì 6 novembre 2026, nella chiesa di San Gregorio Magno, in piazza Certaldo.
A scoprire il piccolo è stato un parrocchiano che, notando una busta della spesa vicino all’altare, si è avvicinato e ha fatto la drammatica scoperta. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi e le forze dell’ordine. Adesso gli investigatori stanno cercando di ricostruire quanto accaduto e, soprattutto, di individuare la persona che ha lasciato il bambino nella chiesa.
Il neonato abbandonato a Roma sta bene: le ultime notizie dall’ospedale
Secondo le prime valutazioni del personale sanitario, il bambino sarebbe nato appena 24-48 ore prima del ritrovamento. Nonostante le circostanze in cui è stato trovato, le sue condizioni generali sono risultate buone. Sul posto sono intervenuti gli operatori dell’ARES 118, che hanno prestato le prime cure prima di accompagnarlo all’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, dove è stato sottoposto agli accertamenti necessari.
A occuparsi del piccolo sono stati il medico Manuele Berlanda, le infermiere Erika Gioia e Claudia Di Carlo e l’autista Antonio Fusco. La direzione dell’ARES 118 ha voluto ringraziare pubblicamente il personale intervenuto per la professionalità e la sensibilità dimostrate in una situazione tanto delicata. La notizia più importante, confermata anche dagli aggiornamenti del 7 novembre, è che il neonato non sarebbe in pericolo di vita.
Roma, le telecamere della chiesa hanno ripreso una persona incappucciata
Nel frattempo proseguono le indagini dei carabinieri della stazione di Villa Bonelli e del Nucleo Radiomobile di Roma. Un elemento importante potrebbe arrivare dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate all’interno della parrocchia. Nei filmati si vedrebbe una persona con il cappuccio, verosimilmente una donna, mentre deposita il sacchetto contenente il neonato sotto il crocifisso e successivamente si allontana.
Gli investigatori stanno acquisendo anche le registrazioni delle telecamere presenti nelle strade circostanti, nella speranza di ricostruire il percorso compiuto prima e dopo l’abbandono. Al momento non sono state diffuse conferme sull’identità della persona ripresa e non è chiaro quali circostanze abbiano portato a questo gesto. Resta dunque aperta una vicenda sulla quale gli inquirenti stanno cercando di fare piena luce.
Le ultime da Roma, il parroco sceglie il nome Gregorio: le sue parole dopo il ritrovamento
Tra gli aggiornamenti più significativi delle ultime ore c’è anche il racconto di don Giacomo Pavanello, parroco della chiesa di San Gregorio Magno, che ha deciso di chiamare simbolicamente il bambino Gregorio, proprio come il santo al quale è dedicata la parrocchia. Il sacerdote ha raccontato che, dopo il ritrovamento, il piccolo è stato portato in un ambiente riscaldato, dove è rimasto al sicuro fino all’arrivo dei sanitari.
Era vigile e sembrava essere stato nutrito da poco. Il parroco ha espresso sollievo per le condizioni del neonato, ma ha anche invitato a riflettere sul possibile dramma vissuto dalla donna che lo ha lasciato. Una vicenda che riporta l’attenzione anche sulla possibilità, prevista dalla legge italiana, di partorire in ospedale senza riconoscere il bambino, mantenendo l’anonimato e garantendo al neonato assistenza e protezione. Per il piccolo Gregorio, intanto, comincia una nuova storia: quella di un bambino trovato solo a poche ore dalla nascita, ma subito circondato dalle cure e dall’attenzione di chi lo ha soccorso. ( foto illustrativa)