Dominique Strauss-Kahn rischia 70 anni di carcere

Dominique Strauss-Kahn resterà in carcere. Il giudice ha infatti rifiutato di concedergli la libertà su cauzione, perché esiste una reale possibilità di fuga dal paese e quindi resterà in carcere, almeno fino al 20 maggio, giorno in cui avrà luogo la prima udienza.

Mentre la moglie si schiera dalla sua parte, difendendolo da accuse e complotti di cui Strass-Kahn sarebbe incappato, le accuse del procuratore aumentano. Accusato di aggressione sessuale e tentativo di stupro, il direttore del FMI, adesso deve rispondere anche all’accusa di sodomia. Infatti avrebbe costretto la cameriera non solo ad avere rapporti orali con lui, ma avrebbe anche tentato di sodomizzarla. Non si fa per nulla facile la situazione di Strass-Kahn. Sono state effettuate delle analisi supplementari sul sull’uomo, a cui il direttore non si è opposto e sono stati rivelati segni di graffi sul torace.

La difesa dell’esponente del FMI si basa sull’orario dell’aggressione, che, sempre secondo gli avvocati, sarebbe accaduta un’ora dopo l’allontanamento di Strass-Kahn dall’albergo Sofitel, secondo le indicazioni della polizia, stando alle indiscrezioni della radio RMC. Ma la polizia stessa ha precisato che l’orario riferito fino ad ora, era sbagliato ed è stato aggiornato. La cameriera che lo accusa di aggressione, continua a restare protetta, di lei si conosce solo il nome, Ophelia, trapelato dopo una caccia dei giornalisti.

L’uomo, con tutte queste accuse, rischia fino a 70 anni di prigione che sicuramente non sono uno scherzo per lui. Ma più degli anni di prigione per le accuse, Strass-Kahn, sta vedendo farsi a pezzi la sua reputazione. Marine Le Pen, presidente del Front national, il quale, in un’intervista a Repubblica, ha ammesso che tutti conoscevano la fragilità sessuale di Dominique Strass-Kahn e che questa è sempre stata coperta con omertà sia da uomini politici che economici. La donna, afferma anche che è stata una cattiva pubblicità per l’intero paese candidare l’uomo al Fondo Monetario Internazionale. Unanime, invece è la condanna della stampa francese che non lo assolve non lo appoggia per la candidatura all’Eliseo.

Che cosa accadrà ad uno degli uomini più potenti del mondo adesso che è imprigionato con delle accuse che si possano fare ad un uomo, soprattutto a chi, come lui, dovrebbe avere un certo decoro, resta pur sempre un rappresentante della classe economica e politica di un paese. Sicuramente anche i nostri politici dovrebbero riflettere attentamente in questo momento.

Teresa Corrado

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