Terremoto in Venezuela, si teme una catastrofe umanitaria: almeno 235 morti, migliaia di feriti e oltre 40 mila persone ancora disperse

Il Venezuela devastato dal terremoto più forte degli ultimi 126 anni

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Il Venezuela continua a fare i conti con una delle peggiori tragedie naturali della sua storia recente. A poco più di 24 ore dal devastante doppio terremoto che ha colpito il Paese, il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi: secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi nella mattinata di venerdì 26 giugno, i morti sono almeno 235, mentre i feriti hanno ormai superato quota 4.300.

Resta drammatica anche la situazione dei dispersi: le segnalazioni raccolte attraverso la piattaforma creata per aiutare le famiglie a rintracciare i propri cari superano ormai le 39.000 unità, una cifra che alimenta il timore di una vera catastrofe umanitaria. Tra le vittime c’è anche un cittadino italo-venezuelano, mentre la Farnesina continua a monitorare la situazione della numerosa comunità italiana presente nel Paese.

Terremoto in Venezuela, due violente scosse hanno raso al suolo interi quartieri

La tragedia in Venezuela, è iniziata con due violentissime scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, avvenute a distanza di appena 39 secondi l’una dall’altra. L’epicentro è stato localizzato nella zona costiera settentrionale del Venezuela, ma gli effetti sono stati devastanti fino a Caracas. Lo Stato di La Guaira è quello che ha pagato il prezzo più alto: decine di edifici sono completamente crollati, centinaia risultano gravemente danneggiati e interi quartieri sono stati dichiarati inagibili.

Le autorità parlano di almeno 250 strutture distrutte o seriamente compromesse, tra cui ospedali, scuole e infrastrutture strategiche. Da allora si sono registrate oltre cento scosse di assestamento che stanno complicando ulteriormente le operazioni di soccorso e rendono estremamente pericoloso il lavoro dei vigili del fuoco e delle squadre di ricerca.

Terremoto in Venezuela, si scava ancora tra le macerie: il mondo mobilitato per gli aiuti

Le prossime ore vengono considerate decisive per trovare superstiti. Migliaia di soccorritori stanno lavorando senza sosta tra le macerie utilizzando unità cinofile, mezzi pesanti e droni. Le Nazioni Unite hanno coordinato l’invio di squadre internazionali di emergenza, mentre diversi Paesi, tra cui Italia, Stati Uniti, Spagna, Francia, Germania e Messico, hanno annunciato l’invio di personale specializzato e aiuti umanitari.

Anche l’Italia ha predisposto la partenza di un aereo dell’Aeronautica Militare con tecnici della Protezione Civile e personale specializzato nelle operazioni di ricerca e soccorso. La situazione resta estremamente critica anche sul fronte sanitario: numerosi ospedali sono stati danneggiati e migliaia di persone hanno trascorso la notte all’aperto per paura di nuovi crolli.  Come ha confermato la Farnesina, tra le vittime ci sarebbe anche un uomo con origini italiane. Secondo lo Us Geolocial Survey, c’è il 95% di probabilità che le vittime siano almeno mille, ma secondo alcune stime potrebbero raggiungere e superare le 100mila persone. 

Le ultime notizie dal Venezuela: la paura di una crisi umanitaria senza precedenti

Con il passare delle ore cresce la preoccupazione per le conseguenze umanitarie del disastro. Migliaia di famiglie hanno perso la propria abitazione e l’approvvigionamento di acqua, energia elettrica e comunicazioni resta fortemente compromesso in molte delle aree colpite. Le autorità venezuelane hanno dichiarato lo stato di emergenza e definito La Guaira una vera e propria “zona di disastro”.

Gli esperti sottolineano che il numero delle vittime potrebbe aumentare sensibilmente nelle prossime ore, poiché molte persone risultano ancora intrappolate sotto gli edifici crollati oppure non sono ancora state rintracciate. La comunità internazionale continua a seguire con apprensione l’evolversi della situazione, mentre il Venezuela affronta quella che viene già definita una delle peggiori emergenze umanitarie provocate da un terremoto nella sua storia moderna.

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