Tre bambini morti in auto in pochi giorni: la Francia sotto shock mentre il caldo estremo continua a mietere vittime

Le ultime notizie dalla Francia, ancora un bambino morto in macchina a causa del caldo. E' il terzo caso in meno di una settimana

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In Francia sono bastati pochi giorni perché il caldo estremo si trasformasse in una tragedia senza precedenti. Tre bambini hanno perso la vita dopo essere rimasti all’interno di automobili trasformate in vere e proprie trappole mortali dalle temperature record. L’ultimo caso, quello del piccolo di tre anni morto a Saint-Gratien, arriva a meno di una settimana dal dramma di Carpentras, dove due fratellini di 2 e 4 anni sono deceduti nelle stesse circostanze. Episodi distinti, con dinamiche ancora al vaglio degli investigatori, ma accomunati da un elemento drammatico: il caldo eccezionale che sta investendo la Francia.

Francia, il dramma di Saint-Gratien: un bambino di tre anni trovato senza vita nell’auto davanti a casa

L’ultima tragedia si è consumata nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno a Saint-Gratien, nel dipartimento della Val-d’Oise, nella regione dell’Île-de-France. Secondo quanto riferito dalla polizia e confermato dai vigili del fuoco, il bambino di appena tre anni è stato trovato privo di vita all’interno dell’automobile parcheggiata davanti all’abitazione di famiglia. A fare la terribile scoperta sarebbero stati gli stessi genitori, che hanno immediatamente lanciato l’allarme, ma per il piccolo non c’era ormai più nulla da fare.

Le autorità francesi hanno aperto un’inchiesta per ricostruire con precisione quanto accaduto e capire come il bambino sia rimasto da solo all’interno del veicolo. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulla dinamica, ma tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un decesso provocato dall’ipertermia, conseguenza delle temperature elevatissime raggiunte nell’abitacolo durante l’ondata di caldo che sta colpendo il Paese.

La tragedia di Carpentras in Francia: due fratellini morti nella macchina di famiglia

Solo pochi giorni prima, lunedì 22 giugno, un’altra vicenda aveva sconvolto la Francia. A Carpentras, nel dipartimento del Vaucluse, due fratellini di 2 e 4 anni sono stati trovati senza vita all’interno dell’automobile di famiglia, parcheggiata nel garage dell’abitazione. I vigili del fuoco li hanno trovati già in arresto cardiocircolatorio e ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.

La ricostruzione della vicenda presenta ancora alcuni aspetti da chiarire. Secondo una prima ipotesi riportata dalla procura, i bambini sarebbero saliti autonomamente in auto rimanendo poi bloccati all’interno. Altre ricostruzioni diffuse nelle ore successive parlano invece della possibilità che la madre, rientrata dalla spesa, non si sia accorta della loro presenza nel veicolo. Proprio per questo gli investigatori stanno cercando di stabilire con esattezza cosa sia realmente accaduto. Quello che appare ormai certo è che il caldo viene considerato la causa più probabile del decesso.

Il caldo trasforma le auto in trappole mortali

Le tre morti in Francia, hanno riacceso l’attenzione sui rischi legati alle automobili lasciate al sole durante le ondate di calore. Anche quando all’esterno si registrano temperature comprese tra i 35 e i 40 gradi, all’interno dell’abitacolo il termometro può superare rapidamente i 60 gradi, creando condizioni incompatibili con la sopravvivenza, soprattutto per i bambini piccoli, il cui organismo si surriscalda molto più rapidamente rispetto a quello di un adulto.

Le tragedie arrivano mentre gran parte della Francia è interessata da un’ondata di calore definita eccezionale dai meteorologi. Nei giorni scorsi decine di dipartimenti sono stati posti in allerta per le temperature elevate, con valori che in diverse aree hanno sfiorato i 40 gradi. Gli esperti ricordano che bastano pochissimi minuti perché l’interno di un’auto diventi una camera rovente e che lasciare un bambino, anche solo per un breve lasso di tempo, può avere conseguenze fatali. Proprio per questo le autorità francesi stanno rinnovando gli appelli alla prudenza, nella speranza che tragedie come quelle di Carpentras e Saint-Gratien non si ripetano più.

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