Federalismo fiscale uguale più tasse e imposte?

federalismo fiscale

Nell’agenda politica italiana, il federalismo fiscale sembra quasi avere scavalcato i guai giudiziari di Silvio Berlusconi. Lo stop di Giorgio Napolitano al decreto non ha demoralizzato la maggioranza che sostiene il governo. Lega Nord e Pdl sono convinti che è solo questione di tempo e il federalismo fiscale sarà legge.

Beppe Grillo, dal suo blog, si è chiesto se – effettivamente – gli Italiani sappiano di cosa si tratti e ha risposto di no. Il caso sembrerebbe regnare sovrano. Noi proviamo a mettere un po’ di ordine. Con il federalismo, il governo – in linea teorica – vuole responsabilizzare le amministrazioni locali. Esse avranno più potere nel decidere come ottenere le entrate fiscali e come investirle ma, in compenso, riceveranno meno soldi dallo Stato. Perché proprio la Lega Nord porta avanti questa battaglia? Perché i comuni del Settentrione sono quelli più ricchi. La norma, dunque, favorirebbe le amministrazioni virtuose e penalizzerebbe quelle dove ci sono più sprechi.

Secondo il Fatto Quotidiano, però, l’unica cosa certa è che aumenteranno tasse e imposte per tutti i cittadini. La cedolare secca sugli immobili, in particolare, penalizzerà i cittadini con più basso reddito. L’irpef comunale aumenterà, colpendo lavoratori dipendenti e pensionati. E ancora: ci saranno più tasse per i commercianti, mentre la tassa di scopo colpirà tutti i cittadini. C’è anche la tassa di soggiorno, che può colpire i turisti fino a 5 euro al giorno. E il fondo per riequilibrare la situazione dei comuni ricchi e di quelli poveri? Al momento non si capisce come dovrebbe funzionare. C’è, dunque, il rischio di forti tagli ai servizi, oppure di elevata crescita di tasse e imposte laddove le amministrazioni sono state più spendaccione.

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