Fiat e Chrysler verso la fusione?

fiat“Il governo convochi Sergio Marchionne”. Il giorno dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato Fiat sulla possibilità di integrare ancora di più le attività del Lingotto e quelle dell’americana Chrysler, dai sindacati emerge molta preoccupazione. «Il governo convochi Marchionne e si discuta finalmente del piano industriale della Fiat» ha affermato il neo segretario della Cgil, Susanna Camusso. «Mi pare che le dichiarazioni di Marchionne – ha detto ancora l’esponente del principale sindacato italiano – confermino tutte le perplessità che avevamo: non possiamo che continuare a chiedere che il governo faccia una volta tanto il proprio mestiere».

Sulla stessa linea d’onda della Camusso c’è il leader del Partito Democratico, che teme un ridimensionamento della nostra economia. «Non vorrei – ha detto Pierluigi Bersani – che per i 150 anni dell’unità d’Italia, il regalo per Torino e l’Italia sia quello di diventare la periferia di Detroit. Perchè noi non siamo mica d’accordo. Vogliamo risposte sugli investimenti».

Il governo, dal canto suo, ha fatto sapere che un incontro tra Marchionne e Romani è già fissato per la prossima settimana. Ieri, da New York, il vero numero della Fiat aveva spiegato che l’ipotesi di una fusione «potremmo guardarla nei prossimi due o tre anni. Prima dobbiamo integrarle dal punto di vista operativo e poi ci occuperemo della governance. Ora però la priorità è farle lavorare insieme». L’eventuale fusione tra Fiat e Chrysler non avverrà, comunque, prima che quest’ultima abbia saldato i debiti verso gli Usa e il Canada. Altro passo propedeutico è il collocamento della società in borsa.

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