Libia in rivolta, Borsa italiana giù

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La rivolta in Libia ha grosse conseguenze oltre che sulla nostra politica, anche a livello sociale ed economico. Il Paese del Nord Africa è vicino a noi dal punto di vista geografico. La situazione di caos che sta vivendo ha già fatto aumentare gli sbarchi dei clandestini a Lampedusa. E’ probabile che nei prossimi giorni altre migliaia di persone si riverseranno sulle nostre coste.

Dicevamo delle conseguenze economiche della rivolta in Libia. Molte aziende italiane hanno fatto affari, in questi anni, nello Stato africano. La situazione di caos che regna in Libia rischia di compromettere tutto. Piazza Affari, quest’oggi, è andata peggio di tutte le borse europee. Eni e Unicredit vanno letteralmente a picco. La società energetica ha deciso di rimpatriare i propri dipendenti.

“In relazione allo stato delle attività in Libia, Eni – si legge in un comunicato ufficiale – informa che è in corso sia il rimpatrio dei familiari dei propri dipendenti, come già previsto a seguito della chiusura anticipata delle strutture scolastiche nel Paese, sia dei dipendenti non strettamente operativi. In questo momento Eni non ravvisa alcun problema agli impianti e alle strutture operative. Le attività proseguono nella norma senza conseguenze sulla produzione. Eni, tuttavia, sta provvedendo a rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza a tutela di persone e impianti”.

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