Renzi e il patto della lavagna a Quinta Colonna: qual è il significato?


Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha scelto il programma Quinta Colonna, su Rete 4 per siglare il patto della lavagna. Dopo aver fissato la data del prossimo Referendum Costituzionale per il 4 dicembre 2016 e prima di varare il Def, il Premier a Quinta Colonna ha tracciato su una lavagna quelle che saranno le direzioni del lavoro del Governo nel prossimo futuro. Innanzitutto ha ribadito che l’Italia metterà fuori dal patto di stabilità le spese per i migranti e per la messa in sicurezza antisismica. Sulla lavagna il Premier scrive gli interventi principali della Legge di Stabilità e afferma che Ires e Iri saranno abbassate. Sul fronte pensioni, Ape e quattordicesime saranno i punti fondamentali della riforma. L’obiettivo è quello di raddoppiare la quattordicesima alle minime fino a 1.000 euro e, per l’Ape, di contenere la penalizzazione entro il 5% e di ridurla attorno all’1% per alcune categorie di lavoratori, come i genitori di figli disabili, esodati o lavoratori impegnati nei lavoratori usuranti.

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Matteo Renzi ha colto l’occasione anche per parlare di Europa e della questione immigrazione. Renzi ha puntualizzato che se l’Europa sceglierà di “vivacchiare” l’Italia “la faccia non ce la mette”. Il Presidente del Consiglio è convinto che bisogna fare qualcosa di serio, “di alto profilo” e se gli altri paesi europei “fanno gli splendidi” ma poi “ci lasciano soli” allora “non ci stiamo: non possiamo diventare un imbuto”. Insomma Renzi avverte la Merkel e Hollande e crede che se pur l’Italia continuerà a salvare vite, la soluzione debba essere quella di “aiutarli a casa loro”, bloccando le partenze direttamente in Africa. Il Presidente del Consiglio preosegue il suo intervento a Quinta Colonna parlando anche di Beppe Grillo e del M5S. E alla domanda di Paolo Del Debbio su un suo possibile timore riguardo il ritorno di Grillo Renzi, scrollando le spalle dichiara semplicemente che se gli italiani dovessero volere Grillo allora voteranno Grillo. Non ha però mancato di ricordare che il Movimento 5 Stelle è anche quello che ha detto No alle Olimpiadi. Riguardo al Referendum, Renzi ha ribadito che questa non sarebbe una riforma come “quella di D’Alema o di Berlusconi, che ha cambiato i poteri del Premier ma una riforma che taglia il numero di politici”. Il Premier ha anche affermato che riducendo le poltrone non si riducono gli spazi di democrazia.


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