Pensione anticipata news: test simulatore Inps per calcolo Ape volontaria, novità e confronto con Rita


È proprio di questi giorni la notizia della firma del decreto di approvazione dell’Ape volontaria. L’anticipo pensionistico volontario è divenuto realtà lunedì scorso, accontentando le forze politiche che lo caldeggiavano da molto tempo.
Tramite un simulatore gestito dall’Inps, tra l’altro, sarà possibile mettere a confronto i propri requisiti con l’erogazione della pensione. Ecco una guida per scoprire cos’è l’Ape, quali sono i requisiti per accedervi e la convenienza per il contribuente.

 

Cos’è il simulatore Inps per Ape volontaria

Chi ancora non sa cosa fare riguardo all’Ape ha oggi una nuova possibilità. A breve verrà messo a disposizione un simulatore Inps per il calcolo dell’Ape volontaria in grado di definire i requisiti del singolo contribuente.
In questo simulatore si potranno inserire i parametri come l’età e gli anni di contribuzione, e verrà calcolata la pensione di vecchiaia decurtata della cifra necessaria a ripagare l’Ape.
Tramite il simulatore si può fare anche una proiezione sull’eventuale necessità di risparmiare per non avere pensioni troppo ridotte. Se si risparmia, infatti, si è in grado di costituire un fondo parallelo che andrà a integrare la pensione ottenuta grazie all’Ape e permetterà di restituire più facilmente le rate di quest’ultima.

Ape volontaria conviene?

Le ultime notizie riguardo all’Ape volontaria hanno messo i contribuenti in una situazione di dubbio.

A pochissimi giorni dalla firma del decreto, oggi sono tanti i contribuenti che si chiedono quali saranno i costi da sostenere per andare in pensione prima del tempo.
Da quando il decreto è stato firmato lo scorso lunedì devono passare 30 giorni prima dell’entrata in vigore. Intanto, il governo sta discutendo delle eventuali convenzioni con banche e istituti di assicurazione.
I cittadini si domandano: l’Ape conviene? In termini economici, per coloro che sono a un passo dalla pensione di vecchiaia può essere vantaggioso anticiparla. Per i lavoratori che, invece, si trovano più distanti dalla pensione (l’Ape si può richiedere con un anticipo massimo di 3 anni e 7 mesi), quest’ultima viene anticipata sotto forma di finanziamento da una banca. La banca stipula con il lavoratore un contratto per cui i soldi che ha anticipato verranno restituiti in rate mensili.
Nel primo caso, dunque, il pensionato può semplicemente ottenere un anticipo sulla pensione versando la contribuzione che manca. Nel secondo caso, deve considerare che per i 20 anni a venire dovrà far fronte alle rate di restituzione dell’Ape.

Pensione anticipata: quali sono i requisiti di uscita

Per accedere alla pensione anticipata ci sono dei requisiti di uscita diversi da quelli della pensione di vecchiaia.
Chi vuole ottenere l’Ape avrà questi requisiti validi fino a tutto il 2018.
Bisogna avere almeno 20 anni di contribuzione anche non continuativa e un’età di almeno 63 anni. L’anticipo pensionistico può essere di un massimo di tre anni e sette mesi rispetto alla data della pensione di vecchiaia.
Rispetto a quest’ultima, l’Ape è tarata anche sulla contribuzione: la pensione di vecchiaia, invece, è basata semplicemente sull’età anagrafica del soggetto, indipendentemente da quanto abbia lavorato.
Dall’Ape si può ricavare da un minimo del 75 a un massimo del 90% di quella che sarà la contribuzione reale una volta andati in pensione per vecchiaia.

Che differenza c’è tra Ape e Rita

In questi giorni, oltre che di Ape, si è sentito parlare molto anche di Rita, un altro modo per anticipare la pensione. Che differenza c’è tra le due modalità di contribuzione?
L’Ape, come già detto, consiste in un anticipo pensionistico erogato dalle banche che permette di arrivare fino all’età della vecchiaia.
La Rita, invece, è un regime deciso dal contribuente. Quest’ultimo stanzia la cifra che vuole ricevere in anticipo. I soldi, però, vengono prelevati dalla previdenza complementare e funzionano come una rendita integrativa nel periodo che separa il contribuente dalla pensione di vecchiaia. La rendita integrativa temporanea anticipata è riservata ai soggetti in regime di cessazione dal lavoro che stanno aspettando la pensione ma sarebbero in possesso dei requisiti anche per richiedere l’Ape. La Rita, insomma, serve per aiutare coloro che sono prossimi all’età pensionistica ma non sono inquadrati in un regime lavorativo stabile, in modo da avere una rendita mensile anticipata che viene prelevata dai contributi che comunque avrebbero ottenuto una volta maturata la pensione.

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