In pensione 400mila persone, Salvini: “Sono finalmente liberi di tornare alla vita, senza limiti”


salvini, 400mila persone in pensione

Il vicepremier Salvini annuncia che finalmente potranno andare in pensione ben 400mila persone e, pertanto, si libereranno altrettanti posti di lavoro. Il superamento della legge Fornero, che fa da legame tra Lega e Movimento 5 Stelle, non prevederà paletti e limiti. Sembra proprio che l’accordo sul quadro di finanza pubblica, riguardante il prossimo triennio, è stata finalmente trovata. Ma ci sono ancora dei punti da chiarire sulla cifra. Infatti, da una parte vediamo il M5S voler garantire 10miliardi per il reddito di cittadinanza, mentre la Lega vorrebbe destinarli alle pensioni.

BEN 400MILA PERSONE ANDRANNO IN PENSIONE ULTIME NOTIZIE: MA INIZIA UNA GUERRA SULLE RISORSE TRA LA LEGA E IL MOVIMENTO 5 STELLE

Arriva un’importante svolta per quanto riguarda le pensioni, secondo quanto annuncia lo stesso Matteo Salvini. “400mila truffati da quella legge sono finalmente liberi di tornare alla vita”, rivela in queste ultime ore il vicepremier. È stato inoltre garantito che non ci saranno delle penalizzazioni o dei paletti. L’accordo sembra essere, dunque, quasi concreto e reale. Ma ancora c’è un problema riguardante la cifra. Il Movimento 5 Stelle vorrebbe destinare ben 10 miliardi per il reddito di cittadinanza, ma la Lega di Salvini non è d’accordo, in quanto vorrebbero assicurarli alle pensioni.


Secondo il Corriere della Sera, si apre un vero e proprio “duello sulle cifre”. Si tratta di una “guerra sulle risorse”, iniziata proprio nella tarda serata di ieri, quando la Lega ha confermato che 10 miliardi di euro saranno destinati al reddito di cittadinanza. A complicare il tutto ci pensa una nota: “10 miliardi sono di colore ‘giallo’ per il reddito di cittadinanza, altri dieci sono di colore ‘verde’ e riguardano la modifica della Fornero, la flat tax per le partite Iva e le assunzioni per le forze dell’ordine”. Bisogna attendere per comprendere come verranno appunto divise queste cifre.

Al momento cadono nel vuoto gli appelli di Confindustria. Il centro studi ha affermato che sarebbe meglio non fare una retromarcia “rispetto alle riforme pensionistiche degli scorsi anni”. Intanto, per gli economisti di viale dell’Astronomia ci dovrebbe essere un “aumento del già elevato prelievo contributivo sul lavoro”, in quanto in Italia contributi dei lavoratori servono proprio a pagare le pensioni.


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