Reddito di cittadinanza: parla Di Maio ospite da Barbara D’Urso a Domenica Live


di maio

Nel pomeriggio di ieri, 14 ottobre 2018, il vicepremier Luigi Di Maio ha parlato del reddito di cittadinanza nel salotto di Domenica Live, intervistato dalla padrona di casa Barbara D’Urso. Questa misura è sicuramente la più chiacchierata della Legge di Bilancio 2019, ritenuta da molti un inutile dispendio di denaro che andrebbe nelle tasche dei fannulloni. Il M5S ha però il dovere di aiutare gli italiani in difficoltà e di mantenere le promesse fatte negli ultimi anni. Scopriamo quindi cosa ha detto il Ministro.

LUIGI DI MAIO: IL REDDITO DI CITTADINANZA ANDRA’ SOPRATTUTTO A FAMIGLIE DEL CENTRO-NORD CON MINORI

Uno dei principali dubbi circa la misura del reddito di cittadinanza è quello che questi soldi, 780 euro al mese, possano finire nelle “mani sbagliate”, o meglio in quelle dei fannulloni, coloro che non hanno voglia di lavorare. Al riguardo Luigi Di Maio ha spiegato, nel corso di un’intervista di Barbara D’Urso a Domenica Live, che con il reddito di cittadinanza verranno aiutati “quasi un milione di bambini.


Il vicepremier ha quindi chiarito che “su 10 miliardi, 6 andranno a famiglie con minori“. L’obiettivo del governo è quello di aiutare i genitori in difficoltà a trovare lavoro.  “Voglio portare avanti il reddito di cittadinanza per aiutare le persone in difficoltà“, ha detto il Ministro del Lavoro, specificando che “il 47% delle famiglie destinatarie sarà del centro-nord“.

E’ previsto che il reddito di cittadinanza sia destinato solamente ai cittadini italianiche siano pensionati o giovani disoccupati“. Ha dunque rassicurato tutti sui veri intenti del governo: “Non voglio lanciare soldi da finestra”, spiega il ministro, “voglio fare in modo che quella mamma che ha il pensiero del figlio senza lavoro possa sapere che lo Stato gli darà un’occasione“.

Il tutto dovrà passare per i centri per l’impiego, che dovranno essere potenziati al fine di divenire realmente una risorsa per i cittadini italiani alla ricerca di un lavoro. “Possiamo dire che il giovane che sta in depressione perché disoccupato troverà un centro per l’impiego che gli darà l’opportunità per ripartire“. Ha poi concluso dicendo che la sua persona, in qualità di rappresentante dello Stato, ha “il dovere il dare una mano a chi paga tasse da 30 anni e ha il diritto di avere uno Stato dalla sua parte quando è in difficoltà“.

Insomma, la misura sembra essere tutt’altro che un dispendio inutile di denaro ai danni delle finanze pubbliche. Bisognerà però lavorare sulla burocrazia e sulla reale utilità dei centri per l’impiego, i quali hanno attualmente un ruolo molto marginale nella ricerca del lavoro.


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