Pensioni Opzione Donna ultime notizie: cosa succederà nel 2019?

L'Opzione Donna potrebbe far parte delle novità riguardanti le pensioni nel 2019. Ecco tutto quello che cambierà a partire dal nuovo anno
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La riforma pensionistica continua a tenere con il fiato sospeso, e al momento si fanno solo delle ipotesi. Pare che per il 2019 verrà prorogata la cosiddetta Opzione Donna. Scopriamo quali sono le ultime notizie al riguardo. Questa misura riguarda solamente le donne che devono rispettare determinati requisiti. Devono avere 35 anni di contributi e 57 anni e 7 mesi di età, per quanto riguarda le lavoratrici dipendenti, e di 58 anni e 7 mesi per le lavoratrici autonome. Questa opzione, che era già in fase sperimentale, potrebbe dunque essere prorogata. Non è chiaro però se rimarrà così com’è oppure ci saranno dei cambiamenti apportati dal Governo M5S-Lega.

PENSIONI OPZIONE DONNA, CHI PUO’ ACCEDERE A QUESTA MISURA E QUALI SONO I REQUISITI

Dunque l’Opzione Donna, che molto probabilmente sarà disponibile anche per il 2019, riguarderà tutte le donne che rispettano determinati requisiti. Come vi abbiamo anticipato, bisogna avere 57 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti, e 58 anni e 7 mesi per le lavoratrici autonome. Gli anni di contributi dovrebbero essere invece 35. Non si sa se tali requisiti resteranno totalmente invariati o se ci saranno delle modifiche da parte del Governo M5S-Lega. Tra le ipotesi troviamo la possibilità di raggiungere i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2019. E’ anche probabile che gli anni di contribuzione passino da 35 a 36 o 37. Attualmente non si hanno certezze riguardo l’Opzione Donna, in quanto ancora non è stato emanato un decreto. Solo nell’arco delle prossime settimane potremo avere delle certezze al riguardo.

La proroga dell’Opzione Donna sarebbe comunque un passo molto importante. Infatti le pensioni Quota 100, novità del Governo, andrebbero a svantaggio delle donne. Questa opzione richiede di aver compiuto 62 anni di età e di aver versato 38 anni di contributi. Molte donne non riuscirebbero a raggiungere tale parametro. Anche in questo caso però non si sa se ci saranno delle variazioni nei prossimi tempi, prima che venga fatto un decreto apposito.

Sta di fatto che la riforma pensionistica costerà al Governo tra i 6 e i 7 miliardi e si propone l’obiettivo di superare definitivamente la tanto criticata Legge Fornero. Si vuole favorire l’uscita anticipata dal lavoro per far sì che i giovani possano iniziare a lavorare portando anche innovazione negli uffici. Si stanno dunque stabilendo delle finestre di uscita. Quest’ultime saranno probabilmente differenziate tra lavori privati e pubblici per evitare lo svuotamento degli uffici pubblici con conseguenze sui servizi offerti.

Altra novità potrebbe essere poi la Pensione di Cittadinanza, che porterebbe la pensione minima a 780 euro. Tale misura però rientra nei fondi stanziati per il Reddito di Cittadinanza.

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