Manovra, congedo di maternità cambia: si potrà lavorare fino al nono mese


Manovra, congedo di maternità cambia: si potrà lavorare fino al nono mese

Con la manovra arrivano importanti novità circa il congedo di maternità che cambia. Le donne in gravidanza potranno scegliere di lavorare fino al nono mese sfruttando a pieno i cinque mesi dopo il parto per stare con il bambino. Le neo-mamme lavoratrici potranno dunque rinunciare ad un mese di riposo prima della data presunta del parto rimanendo a lavoro ma ad una condizione: il medico dovrà accertare che ciò non comporti problemi alla donna e al bambino che porta in grembo. L’emendamento della Lega dedicato alle politiche della famiglia prevede questa possibilità, ed è stato approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Si tratta di un sistema alternativo a quello esistente, che impone l’obbligo di astensione dal lavoro almeno un mese prima della data presunta del parto.

COME CAMBIA IL CONGEDO DI MATERNITA’ CON LA MANOVRA FINANZIARIA

Un emendamento della Lega che prevede un cambiamento nel congedo di maternità, è stato approvato dalla Commissione Bilancio alla Camera. Le future mamme potranno decidere di gestire a proprio piacimento i cinque mesi di astensione dal lavoro previsti per legge. Dunque, se fino ad ora era obbligatorio astenersi dal lavoro almeno un mese prima della data presunta del parto, dal prossimo anno non sarà più così.

La futura mamma lavoratrice potrà decidere di disporre diversamente di questo periodo, dedicandolo totalmente al bambino dopo il parto.

Dunque potrà lavorare fino al nono mese di gravidanza. Questo però prevede un certificato del medico curante che attesti le buone condizioni di salute e l’idoneità a continuare a lavorare.

GLI INCENTIVI PER I NEO-GENITORI: IL BONUS NIDO

Oltre ai cambiamenti previsti per il congedo di maternità, i genitori potranno ottenere un bonus nido, come è già avvenuto nel corso del 2017 e del 2018. Questa misura, nata con la Legge di Bilancio 2017, viene estesa fino al 2021. Aumenta anche l’importo annuale, che passa dai 1.000 ai 1.500 euro. Anche in questo caso si cerca di aiutare le mamme lavoratrici a riprendere le proprie attività ottenendo un aiuto nel pagamento delle mensilità degli asili nido. Molte donne infatti, a causa dell’impossibilità di lasciare i figli a qualcuno e a causa dei costi troppo elevati di asilo nido e baby sitter, finiscono per lasciare il lavoro. Con il pacchetto famiglia il Governo cerca di aiutare la categoria delle mamme lavoratrici che ora potranno scegliere anche come utilizzare il congedo di maternità previsto dalla legge quando nasce un bambino. Non ci resta che attendere ulteriori novità al riguardo.

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