Pensioni ultime notizie: quota 97 sostituisce quota 100? Ecco la proposta

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Pensioni ultime notizie: quota 97 sostituisce quota 100? E’ questa l’ultima proposta che inizia a circolare. Le pensioni quota 100 continuano a tenere banco nel dibattito politico e economico e la misura fa ancora discutere, e molto. In effetti, anche se si è deciso di portare quota 100 fino al termine della sperimentazione, fissato al 31 dicembre 2021, i conti non tornano e si creerebbero disuguaglianze molto forti per coloro che raggiungono i requisiti subito dopo quella data. Infatti dovrebbero aspettare il raggiungimento dei 67 anni di età, con uno scalone di ben 5 anni rispetto agli altri lavoratori. Una nuova proposta arriva dall’ex Ministro Cesare Damiano, che parla di quota 97 con 35 anni di contributi ma con una penalizzazione pari al 2% per ogni anno di anticipo della pensione rispetto a quella di vecchiaia. Scopriamo se tale proposta è realizzabile e quale impatto avrebbe sui lavoratori e per lo Stato.

PENSIONI ULTIME NOTIZIE, ARRIVA LA PROPOSTA DI QUOTA 97 AL POSTO DI QUOTA 100: COME FUNZIONA?

La quota 97 consentirebbe a coloro che sono in attesa dei requisiti per la quota 100, di lasciare il lavoro con soli 35 anni di contributi invece che 38. A proporlo è stato Cesare Damiano, parlando del Ddl 857. Il requisito anagrafico rimarrebbe fissato a 62 anni di età. A cambiare, oltre agli anni di contributi necessari, sarebbe anche l’assegno, prevedendo una penalizzazione che va ad aumentare per ogni anno di anticipo rispetto all’età pensionabile.

Il dirigente del Partito Democratico ha fatto riferimento a questa proposta di legge avanzata nella legislatura precedente con Maria Luisa Gnecchi e Pierpaolo Baretta. Si tratta della proposta n. 857 del 30 aprile 2013. Veniva prevista l’uscita già a 62 anni di età con almeno 35 anni di contributi versati ma “con una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia“.

Dunque Damiano invita a risolvere il problema della quota 100 e della sua data di scadenza riprendendo la sua proposta al fine di non tornare “dal 2022, alla rigidità della legge Fornero e a una pensione di vecchiaia di 67 anni per tutti“. Damiano parla di quota 100 come “finestra 100“, in quanto si tratta di un arco temporale limitato al termine del quale “ritorna la legge Fornero e la finestra si richiude“.

Per il dirigente del Pd è giusto che tale misura sia mantenuta fino alla fine della sperimentazione, perché si tratta di un patto fatto dallo Stato con i cittadini e come tale non va ripudiato con il cambiamento di Governo. Infatti c’è “il rischio di ripetere la drammatica avventura degli esodati“. Per questo motivo bisogna pensare già ora a una soluzione flessibile ma anche strutturale, per evitare problematiche dopo il 2021.

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