Pensioni donne ultime notizie, Cgil: le lavoratrici sono penalizzate


pensioni donne

Pensioni donne ultime notizie, la Cgil denuncia il fatto che le lavoratrici siano penalizzate da quasi tutte le misure previdenziali esistenti. Il tema relativo alle pensioni delle donne fa discutere ormai da diverso tempo. In effetti il gentil sesso si ritrova fin troppo spesso a essere penalizzato nel mercato del lavoro. E’ importante ridurre quindi le differenze tra uomo e donna in ambito sia lavorativo che previdenziale. I dati che emergono dall’analisi effettuata presso l’Ufficio Previdenza della Cgil Nazionale con l’Inca sono preoccupanti e parlano chiaro. Questi sono stati resi noti nel corso della campagna “Rivolti al Futuro”, al suo secondo appuntamento. Ecco cosa emerge da questa analisi e cosa si può fare per migliorare la situazione delle pensioni delle donne secondo la Cgil.

Pensioni donne ultime notizie, dati preoccupanti: la Cgil mette l’accento sul divario tra uomini e donne

Secondo quanto emerso dall’analisi dell’Inca e della Cgil Nazionale, per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, quelle erogate alle lavoratrici sono il 48% in meno rispetto a quelle dei colleghi uomini. Invece, prendendo in considerazione la pensione anticipata, la percentuale è del 20% in meno. Ma non finisce qui, perché l’83% delle pensioni minime vengono erogate proprio alle donne e l’importo della loro pensione di vecchiaia si aggira intorno ai 645 euro al mese.


Andando più a fondo, emerge che l’ape sociale ha interessato solamente il 34% delle lavoratrici. Va ancora peggio per le pensioni per i precoci, per le quali la percentuale è del 17%. Parlando di quota 100, è noto da tempo che la misura sia destinata prevalentemente a un pubblico maschile. Solamente il 26% dei beneficiari è di sesso femminile.

Le proposte dei sindacati per limitare le differenze tra uomini e donne

A parlare di questo è stato Roberto Ghiselli, il Segretario confederale della Cgil. Ha parlato della necessità di mettere a punto una riforma del sistema previdenziale italiano. La proposta viene formulata nella Piattaforma unitaria, che è stata elaborata anche insieme alla Uil e alla Cisl. Per un sistema previdenziale equo bisogna riconoscere le differenze di genere per quel che concerne le condizioni differenti relative al lavoro. Dunque bisogna tutelare le lavoratrici che portano avanti carriere discontinue garantendo loro una flessibilità in uscita.

Come si dice da tempo, è necessario considerare il lavoro di cura svolto dalle donne in ambito familiare da parte delle donne. Infatti, nel 68% dei casi sono proprio le donne ad occuparsi dei figi. Dunque è in questo senso che bisogna agire per migliorare le cose riguardo le pensioni delle donne.


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