Pensioni ultime notizie, la proposta: si esce a 64 anni con 35 anni di contributi


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Pensioni ultime notizie, spunta una nuova proposta che prevede l’uscita a 64 anni con 35 anni di contributi. La proposta arriva da Francesca Puglisi, sottosegretaria al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ne ha parlato nel corso di un’intervista a Repubblica. Inoltre la Puglisi, del Partito Democratico, avanza anche ipotesi relativa alla situazione delle lavoratrici in Italia. Per le donne e madri chiede che venga riconosciuto un anno di contributi per ogni figlio. Scopriamo perciò in cosa consiste questa nuova proposta e se è fattibile nel sistema pensionistico italiano.

Pensioni, la proposta del Sottosegretaria al Ministero del Lavoro Francesca Puglisi

La proposta della democratica Francesca Puglisi, sottosegretaria al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, va sempre nella direzione della flessibilità. Si parla di una nuova riforma delle pensioni che possa superare la Legge Fornero, troppo rigida. La Puglisi propone l’uscita a 64 anni con 35 anni di contributi versati mantenendo il sistema misto per il calcolo dell’assegno pensionistico.

Importante è però anche l’ipotesi avanzata riguardo alle donne e mamme. Per loro, data la difficoltà di raggiungere 35 anni di contributi a causa delle interruzioni lavorative per la crescita dei figli, dovrebbe essere previsto un bonus. Si tratta di un anno di contributi per ogni figlio avuto.

Il tavolo di confronto tra Governo e sindacati

Sono diverse le ipotesi avanzate in questi mesi per cercare di arrivare a una riforma delle pensioni che accontenti tutti e che sia sostenibile per lo Stato. I sindacati avranno l’opportunità di far presente, nero su bianco, le proprie idee al Governo nel tavolo di confronto previsto per lunedì prossimo. Si tratta di proposte molto vicine a quelle della Puglisi, soprattutto per quel che concerne le donne.

La necessità di trovare una riforma per ammorbidire lo scalone di quota 100

La riforma delle pensioni che potrebbe vedere la luce per il 2021 deve necessariamente tenere conto anche del dopo quota 100. Infatti la misura terminerà il 31 dicembre 2021, ultimo giorno della sperimentazione triennale. A seguito di questa data si andrebbe a creare uno scalone di cinque anni che creerebbe disuguaglianze nel trattamento dei lavoratori. Chi raggiunge i requisiti per la quota 100 nel 2022, senza modifiche al sistema pensionistico attuale, dovrebbe attendere anche 5 anni per la pensione.

Insomma, le proposte non mancano per arrivare a una riforma delle pensioni strutturale ed efficiente per tutti. Bisognerà valutare attentamente la migliore soluzione possibile che sia anche sostenibile per lo Stato nel lungo periodo e che non penalizzi alcune categorie.

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