Riforma pensioni ultime notizie, arriva la proposta di quota 99 al posto di quota 100


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La riforma pensioni è al centro del dibattito politico ma anche economico, e ora arriva la proposta di quota 99 al posto di quota 100. In questi mesi si pensa a una soluzione per il dopo quota 100, per evitare lo scalone di cinque anni con il ritorno alle regole della Legge Fornero. Inoltre si sta studiando una riforma pensioni strutturale che possa garantire, tra le altre cose, flessibilità in uscita. E ora arriva questa proposta di una quota 99 da parte di Cesare Damiano del Pd, ex Ministro del Lavoro. Scopriamo dunque in cosa consiste questa misura e se potrebbe essere un’alternativa valida a quota 100 a partire dal 2022.

Riforma pensioni, Cesare Damiano propone la quota 99 al posto della quota 100

Cesare Damiano, ex Ministro del Lavoro, propone l’uscita verso i 63 o i 64 anni arrivando, sommando i contributi, a quota 99. Dunque si potrebbe accedere alla pensione al raggiungimento dei 63 anni di età con 36 anni di contributi versati, oppure a 64 anni di età con 35 anni di contributi. Si può perciò giocare sia sull’età che sui contributi, garantendo in tal modo la flessibilità di cui tanto si parla. In questo modo si risolve il problema dello scalone dei cinque anni che si andrebbe a creare dal 2022, con il termine della sperimentazione delle pensioni quota 100 il 31 dicembre 2021.

Questa è perciò una nuova proposta che può certamente essere un’alternativa. Sta di fatto però che non risolve il problema relativo alle coperture necessarie e il problema sono, ovviamente, i costi di realizzazione di una misura di questo tipo.

Gli incontri tra Governo e sindacati

Intanto dal Governo c’è stato un importantissimo segnale di apertura nei confronti dei sindacati. In queste settimane si sono tenuti, e si terranno, degli incontri in cui si parlerà dei punti chiave della riforma pensioni. La flessibilità in uscita è sicuramente uno degli argomenti caldi, insieme alle pensioni per i giovani e per le donne. Inoltre si parlerà della rivalutazione delle pensioni e della previdenza complementare.

Pochi giorni fa si è parlato soprattutto delle pensioni di garanzia per i giovani. Infatti è stato stimato che questa categoria di lavoratori andrebbe a percepire pensioni al di sotto della soglia di povertà. Questo non è di certo ammissibile e per questo si è parlato di una pensione di garanzia minima pari a 780 euro, come la pensione di cittadinanza. Anche in questo caso, pur essendo la proposta ottima, bisognerà fare i conti con le risorse e i calcoli. Non ci resta che attendere altre notizie sulla riforma pensioni.

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