Reddito di cittadinanza 2021, così non va: cosa potrebbe cambiare

reddito di cittadinanza 2021

Il reddito di cittadinanza 2021 potrebbe apportare numerosi cambiamenti, annunciati in parte già nei giorni scorsi dal premier Giuseppe Conte in occasione del Festival dell’Economia di Trento. La misura a sostegno delle fasce più povere, fortemente voluta dal M5S e in atto ormai da un anno abbondante, sarà confermata anche per il prossimo anno ma sarà necessario apportare importanti modifiche. Insomma qualche aspetto cambierà di certo anche se al momento è tutto in fase di elaborazione, con il Governo pronto a incontrare i Ministri competenti per trovare soluzioni valide.

Reddito di cittadinanza 2021, cosa potrebbe cambiare

Un collegamento più stretto con il mondo del lavoro in modo da aiutare le persone più in difficoltà a trovare occupazione. E’ questo l’obiettivo principale a cui mira il reddito di cittadinanza 2021. Ha detto il premier, in proposito: “Il progetto di inserimento nel mondo del lavoro collegato al reddito di cittadinanza ci vede ancora indietro. Ho già avuto due incontri con i ministri competenti: dobbiamo completare quest’altro polo e dobbiamo riorganizzare anche una sorta di network per offrire un processo di formazione e riqualificazione ai lavoratori“. L’idea sarebbe quella di rendere tutto concreto già a partire dai primi mesi del 2021.

Reddito di cittadinanza 2021: incrocio tra domanda e offerta di lavoro

E’ questo dunque il nodo centrale per quanto riguarda l’erogazione del reddito di cittadinanza anche per il prossimo anno. E proprio per questo motivo, il premier Giuseppe Conte auspica la creazione di un network per offrire un processo di formazione e riqualificazione ai lavoratori. Una mossa importante e necessaria per cercare di risolvere la carenza di lavoro, problema principale per tutte quelle famiglie che specialmente durante i delicati mesi del Covid 19 si sono trovate costrette a stringere i denti per arrivare a fine mese. Il network auspicato da Conte consentirebbe anche un monitoraggio più efficace tra domanda e offerta: facendo dialogare i sistemi regionali dei centri per l’impiego con un unico “cervello” nazionale, infatti, si potrebbe avere un quadro decisamente più chiaro delle offerte di lavoro disponibili, individuando allo stesso tempo, e con maggior facilità, coloro che rifiutando un’occupazione perdono il diritto all’assegno.

Tanto c’è ancora da fare ma già per le prossime settimane il Governo si è detto pronto ad annunciare le principali novità in materia. Il reddito di cittadinanza 2021 insomma sarà molto più legato all’offerta di lavoro e alla necessità, da parte delle persone in difficoltà economica, di trovare nuovamente occupazione per mantenersi in modo autonomo.

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