Roberta Ragusa ultime notizie, suo figlio Daniele scrive una memoria difensiva e si schiera con Antonio Logli

Una nuova pagina sul caso Roberta Ragusa si scrive, questa volta, con le parole del figlio della donna scomparsa da Gello di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. In questi anni, molte persone si sono chieste come mai i figli di Roberta Ragusa non avessero chiesto la verità su questa storia, non si fossero battuti pubblicamente per ottenere giustizia per la loro mamma. Daniele, il figlio maggiore di Roberta,oggi ha 21 anni, è maggiorenne e potrebbe rappresentare la sua famiglia sui media ma soprattutto nelle sedi opportune per chiedere che si continui a indagare in questa vicenda. Ma invece a quanto pare, Daniele ha una sua idea ben precisa che non sembra essere sulla stessa linea dell’accusa; secondo chi indaga, Antonio Logli è l’assassino di Roberta Ragusa, sua moglie, e ci sarebbero prove e indizi sufficienti per arrivare a una condanna, anche se il corpo della donna non è mai stato ritrovato.

Daniele Logli, il figlio maggiore di Roberta e Antonio, davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Firenze. Il ragazzo, 21 anni, ha 
depositato il documento (che è stato pubblicato integralmente in esclusiva sul numero del settimanale Giallo in edicola questa settimana) il 14 marzo scorso, giorno in cui si sarebbe dovuto aprire il processo d’Appello nei confronti del padre. L’uomo è già stato condannato a 20 anni in primo grado per l’omicidio della moglie Roberta, scomparsa nel gennaio 2012 da San Giuliano
Terme (Pisa). L’udienza del 14 marzo, però, è stata rinviata al 28 marzo a causa di uno sciopero degli avvocati. Daniele nella sua memoria difensiva difende a spada tratta suo padre.

LE PAROLE DI MARIA RAGUSA, LA CUGINA DI ROBERTA AL SETTIMANALE GIALLO

La reazione di Maria, alla lettura della memoria difensiva del figlio di Roberta, oggi maggiorenne, mentre quando sua madre era scomparsa era ancora un minore: “Quando ho letto la memoria difensiva presentata da Daniele Logli, il figlio di Roberta, in difesa del padre, mi sono venuti i brividi. Il mio primo pensiero è andato a mia cugina, che è stata uccisa, e non ho potuto fare a meno di soffrire ancora una volta. Mentre leggevo le parole scritte da Daniele, ho pensato a come avrebbe reagito Roberta se fosse stata ancora qui e avesse letto anche lei quello che pensa il figlio: probabilmente, conoscendola, per lei sarebbe stata una delusione enorme, considerato che ai suoi figli ha dato tutto, finanche la vita.”

E ancora: “Evidentemente a lui, Daniele, non è arrivato il messaggio amorevole lasciato in eredità da Roberta. Forse, da figlia, mi sarei anch’io schierata con mio padre. Ma questo Daniele avrebbe potuto farlo prima. Farlo adesso lo interpreto come un estremo tentativo di provare il tutto per tutto per scagionare il padre dalla pesante accusa di omicidio, per cui è già stato condannato a 20 anni di carcere”.

Sul settimanale Giallo, in edicola questa settimana, è possibile leggere in esclusiva il documento integrale della memoria che il figlio di Roberta e Antonio Logli ha voluto depositare. Ve ne riportiamo solo alcuni stralci: 

“Il signor Daniele Logli, ieri come oggi, vive nella certezza che il padre Antonio non abbia commesso i fatti attribuitigli: è ferma convinzione
del figlio che Antonio Logli non ne avrebbe e non ne abbia le capacità; non avrebbe mai potuto porli in essere né sopportarne così a lungo le conseguenze ed il peso.”

“Invero è lo stesso padre che, accusato di un così efferato crimine, durante questi anni è stato sempre presente nella vita dei suoi figli rappresentando il primo e l’unico punto di riferimento e di forza al quale aggrapparsi durante i terribili momento vissuti dalla scomparsa della madre fino a oggi.

Antonio Logli continua a dichiararsi innocente come fa del resto sin dal primo giorno, sin dal momento in cui è stato ospite in tv di molte trasmissioni per lanciare appelli in diretta e non per la scomparsa di sua moglie Roberta Ragusa. Per lui, e per i suoi avvocati. Roberta si è allontanata in modo volontario da casa e al momento vive lontana da tutto. Roberta non sarebbe quindi stata uccisa ma avrebbe scelto di lasciare i suoi figli, la sua vita a tutto quello che di bello aveva in Toscana, per ricominciare altrove. Una tesi alla quale gli altri familiari di Roberta, la famiglia Ragusa, non credono minimamente. 

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