Sidney Lute è il ragazzo ritrovato da Chi l’ha visto? Si attende il risultato del dna
Sidney Lute ha accettato di fare il test del dna e adesso la famiglia in Olanda aspetta le risposte che arriveranno dall'Italia: è davvero il ragazzo di Rovigo, il giovane scomparso 10 anni fa?
Dopo mesi di dubbi, segnalazioni e speranze, la vicenda del giovane “muto” e sempre scalzo che da tempo vaga per Rovigo potrebbe finalmente arrivare a un punto di svolta. La madre di Sidney Lute, il ragazzo olandese scomparso nel novembre 2016 a soli 19 anni, ha deciso di non rimandare oltre: «Quel ragazzo scalzo potrebbe davvero essere mio figlio? Facciamo subito il Dna». Una scelta maturata dopo l’ennesimo appello e dopo l’attenzione crescente suscitata dal caso, esploso grazie alla trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto?”, contattata da numerosi cittadini rodigini convinti che quel giovane dai tratti nordici e dai modi gentili possa essere proprio Sidney.
Quando qualche mese fa la trasmissione condotta da Federica Sciarelli aveva mandato in onda il servizio con quello che sembrava essere davvero Sidney Lute, molti spettatori non si erano capacitati del fatto che la famiglia, non avesse nemmeno voluto incontrare il giovane. Il pubblico di Chi l’ha visto è convinto infatti che il giovane di Rovigo, possa davvero essere il ragazzo olandese. Anche se lui nega, non è detto che ricordi o che voglia raccontare quello che in 10 anni di vita lontano dalla sua famiglia gli è accaduto.
Sidney Lute e il test del dna: 10 anni dopo la scomparsa, la svolta?
Il ragazzo, rintracciato nelle scorse settimane dagli inviati del programma, ha osservato le immagini di Sidney senza scomporsi troppo e ha negato lentamente, con un sorriso appena accennato, di essere la persona che tutti cercano. Un rifiuto che non ha fatto altro che alimentare il mistero: in molti continuano a notare una somiglianza “troppo forte per essere ignorata”, dagli occhi chiari ai lineamenti del volto, fino alla scelta particolare di camminare scalzo, dettaglio che accomunava anche il giovane olandese prima della scomparsa. Quando la mamma di Sidney Lute e sua sorella, qualche mese fa hanno visto i servizi realizzati da Chi l’ha visto, hanno detto di escludere che potesse essere lui il ragazzo. Ma forse oggi, hanno compreso che tentare, anche solo facendo il test del dna, non costa nulla.
Nel frattempo, le verifiche ufficiali non hanno portato ad alcuna identità: controlli nelle banche dati e impronte digitali non hanno dato risultati e al ragazzo sarebbe stato assegnato un codice alfanumerico. Intanto, Rovigo lo ha accolto come uno di famiglia, tra caffè caldi, indumenti regalati e piccoli gesti quotidiani.
Ora però la svolta più attesa è arrivata: anche il misterioso giovane ha accettato di sottoporsi al test del Dna e nelle prossime ore dovrebbero arrivare i risultati. Il campione verrà comparato con quello della madre di Sidney Lute e sarà la genetica a dire l’ultima parola su una storia che tiene col fiato sospeso non solo la famiglia Lute, ma un’intera città. L’analisi è affidata alla genetista Marina Baldi, chiamata a chiarire definitivamente se dietro quel silenzio e quei piedi scalzi ci sia davvero un ragazzo scomparso da nove anni. Se il test confermerà l’identità, potrebbe aprirsi finalmente la strada verso la verità e, forse, verso un ritorno a casa che in tanti aspettano da troppo tempo.
Non sappiamo se il giovane di Rovigo sia davvero Sidney Lute oppure no. E forse la mamma aveva paura di restare delusa da questo test del dna, che ha in qualche modo acceso, dopo 10 anni, le speranze della famiglia. Ma si farà e ci auguriamo che davvero ci siano delle risposte perchè se anche il giovane volesse restare a vivere per strada in Italia, almeno la famiglia saprebbe chi è. Oltretutto il fatto che ci sia un dna a disposizione, se il giovane non fosse Sidney Lute, potrebbe magari aiutare altre famiglie che stanno cercando un loro caro.