Omicidio Massimiliano e Davide Mirabello: arrestati due vicini di casa dei fratelli

L’Italia è in piena emergenza per il coronavirus da nord a sud ma chi indaga non si ferma. E in Sardegna si arriva a una volta in merito all’omicidio di due fratelli calabresi scomparsi ormai da oltre un mese e mezzo. I familiari di Davide e Massimiliano, avevano lanciato diversi appelli anche a Chi l’ha visto. Dopo le indagini iniziali, la pista dell’omicidio, si faceva sempre più concreta.  Parliamo della  scomparsa dei due fratelli di origini calabresi Massimiliano e Davide Mirabello, di 35 e 40 anni, residenti nel sud della Sardegna, usciti di casa domenica 9 febbraio, a Dolianova, senza fare più ritorno. I carabinieri di Cagliari hanno fermato con l’accusa di duplice omicidio gli unici due indagati, Joselito Marras, 57 anni e il figlio Michael di 27. Le vittime uccise per questioni legate a un terreno confinante. Come si sospettava dall’inizio di questa triste vicenda, i due fratelli calabresi sarebbero stati uccisi per motivi futili, liti tra vicini.

Qui la storia dei due fratelli

SCOMPARSA FRATELLI MIRABELLO: SONO STATI UCCISI, FERMATI POSSIBILI ASSASSINI

Si sarebbe trattato di una sorta di vendetta. Nell’ultimo anno tra i due fratelli calabresi e i vicini di casa ci sarebbero stati diversi problemi e alla fine i Marras, avrebbero deciso di vendicarsi uccidendoli e facendo scomparire i loro corpi.

Secondo l’accusa, i due avevano avuto in passato diversi attriti con i fratelli Mirabello. Ai due fratelli calabresi era stato ucciso il cane ed era stato bruciato un capanno e delle attrezzature. Anche la sorella dei due ragazzi calabresi, nelle interviste rilasciare per programmi televisivi, aveva parlato di quanto accaduto con i Marras.

Nel 2018 era stato aggredito Michael Marras. Il giovane fu picchiato brutalmente, tanto da riportare 40 giorni di prognosi. Per quell’episodio fu indagato anche uno dei due fratelli. Proprio gli attriti e i problemi precedenti sarebbero all’origine del duplice omicidio. Una vendetta arrivata a due anni di distanza da quell’aggressione, forse con la speranza di non lasciare tracce. Ma le forze dell’ordine hanno lavorato in modo da mettere insieme tutti i tasselli e arrivare a una conclusione valida.

Al momento però non si sa nulla dei cadavere dei due fratelli. Le due persone arrestate potrebbero confessare o decidere di tacere.

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