I genitori di Mauro Romano sperano che sia ancora vivo e lanciano un appello al sequestratore per sapere dov’è


Nella puntata di Chi l’ha visto in onda ieri 8 luglio 2020, si è tornato a parlare della scomparsa di Mauro Romano dopo la clamorosa svolta che c’è stata nelle ultime ore grazie al lavoro della procura di Lecce e dei carabinieri salentini che sono riusciti, riascoltando alcune persone coinvolte nella vicenda, a fare il punto. L’avvocato La Scala, legale della famiglia, spiega ai giornalisti di Rai 3, che in passato le indagini erano state lacunose ma anche che molte persone coinvolte avevano preferito non parlare e tacere. Oggi invece forse qualcuno ha ricordato qualcosa, dettagli che hanno permesso alle forze dell’ordine di arrivare a una persona che viene identificata come il sequestratore del piccolo Mauro. 43 anni i fatti: per tutto questo tempo la famiglia del bambino ha lottato alla ricerca della verità. E proprio dalla trasmissione Chi l’ha visto viene lanciato l’ennesimo appello della mamma di Mauro che si rivolge a questa persona: vuole sapere che fine ha fatto suo figlio. I genitori di Mauro sono convinti, dopo aver scoperto chi ha preso loro figlio quel maledetto giorno di luglio, che potrebbe averlo rapito per venderlo a qualcuno. Una rete di pedofili o una famiglia che ha cresciuto il bambino? La speranza della mamma e del papà di Mauro è proprio questa: che il bambino sia stato dato a qualcuno e che abbia vissuto una buona vitae che sia ancora oggi in vita.

E’ un disperato appello quello della mamma di Mauro che vorrebbe conoscere tutta la verità prima di morire.

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I due genitori di Racale sono da un lato felici per le novità arrivate dalle indagini ma dall’alto molto provati. E non solo per gli anni che sono passati dal giorno della scomparsa del bambino ma perchè hanno appreso che la persona coinvolta nella storia, era una persona a loro molto cara. “C’è stata prima essendo un nostro amico, ma c’è stata anche durante e dopo, conosceva ogni dettaglio, sapeva come andavano le indagini” ha detto il papà di Mauro Romano intervenuto nella trasmissione di Rai3.

A quanto pare, l’uomo, che il bambino considerava uno zio, quel giorno di giugno del 1977, fece salire il piccolo senza nessuna costruzione su un suo mezzo, un’ApeCar. Lo raccontano oggi alcuni testimoni che hanno ricordato il dettaglio. E dopo?

L’avvocato La Scala ricorda che per questa persona c’è la prescrizione per il reato ma questo non significa che non pagherà, se dovesse essere lui il colpevole, per quello che ha fatto. Si andrà in sede civile e la famiglia di Mauro chiederà un risarcimento ingente per quello che è successo in questi 43 anni.

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