Scavi a Lucca per cercare i resti di Rosita: la pista dell’omicidio e il mistero dell’ex frate

Si continuano a cercare i resti di Rosita, la donna scomparsa dalla provincia di Lucca 14 anni fa

la scomparsa di rosita lucca

Per quasi quattordici anni il suo nome è rimasto sospeso tra il silenzio e i dubbi. Oggi, però, il caso di Rosita torna a far parlare tutta Italia: nelle colline di Farneta, vicino Lucca, si scava alla ricerca dei resti della donna scomparsa nel nulla nel novembre del 2012. Gli investigatori seguono una pista inquietante: Rosita potrebbe essere stata uccisa e il suo corpo nascosto nei terreni vicini alla Certosa dove viveva con il marito, un ex frate oggi indagato come atto dovuto.

Le ruspe dei vigili del fuoco hanno lavorato per giorni nell’area attorno al convento certosino di Farneta, mentre la polizia scientifica ha esteso le verifiche anche ad alcune cavità naturali della zona. Gli scavi, almeno per il momento, non hanno portato a ritrovamenti, ma la Procura di Lucca non avrebbe intenzione di fermarsi: l’ipotesi investigativa resta quella di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Chi era Rosita e cosa accadde nel 2012

Rosita, originaria del Perù, viveva a Farneta insieme al marito, un uomo colombiano che per amore avrebbe lasciato il saio. Ex religioso della Certosa, dopo il matrimonio avrebbe continuato a lavorare come factotum per il convento. La coppia viveva in una casa colonica di proprietà dei frati, poco distante dalla struttura religiosa.

La donna, descritta da chi la conosceva come minuta e riservata, sparì improvvisamente nel novembre del 2012. All’epoca il marito spiegò agli investigatori che Rosita sarebbe tornata nel suo Paese di origine perchè si sentiva trascurata. Pare infatti che l’ex frate avesse accesso al convento mentre lei invece, restava sola molto spesso. La versione che però non convinse mai i familiari della donna: dal Perù denunciarono infatti la scomparsa tramite Interpol, sostenendo che Rosita non fosse mai rientrata in patria.

Rosita, la svolta dopo anni: un esposto riapre il caso

Per oltre un decennio il fascicolo è rimasto avvolto nell’incertezza. A riaprire il caso sarebbe stato recentemente un esposto presentato da una persona residente nella zona di Farneta. Una segnalazione dettagliata che avrebbe spinto gli investigatori a tornare sul luogo della scomparsa con nuove verifiche e accertamenti tecnici.

Da qui la decisione della Procura di iscrivere il marito nel registro degli indagati, un passaggio tecnico necessario per consentire attività investigative e garantire il diritto di difesa. Al momento, però, non esistono prove definitive che confermino la tesi dell’omicidio. Gli inquirenti stanno cercando riscontri concreti a una storia rimasta troppo a lungo senza risposte.

Il mistero della Certosa e le domande ancora senza risposta

Il caso ha riacceso l’attenzione mediatica e televisiva, tornando anche al centro di programmi di cronaca nazionale. La grande domanda resta sempre la stessa: che fine ha fatto Rosita?

Gli investigatori continuano a scandagliare i terreni attorno alla Certosa di Farneta, convinti che il tempo non abbia cancellato ogni traccia. Dopo quattordici anni di silenzio, il mistero della donna scomparsa potrebbe essere arrivato a un punto di svolta. Oppure potrebbe aprire nuovi interrogativi in uno dei cold case più inquietanti degli ultimi anni in Toscana. In paese non mancano le voci ma al momento, i resti di Rosita, non sono stati trovati.

Seguici

Seguici su

Google News Logo
Ricevi le nostre notizie da Google News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.