La famiglia che andava a pranzo dai nonni: vite distrutte dopo il crollo del Ponte

Purtroppo il bilancio ufficiale parla di 39 vittime e a 24 ore dal crollo del Ponte Morandi a Genova, le storie che trapelano sono quelle di famiglie comuni; famiglie che andavano in vacanza, famiglie che si spostavano in città. Tra queste c’era anche una famiglia, mamma, papà e figlio, che si stava muovendo per andare a pranzo dai nonni. Un tragitto breve per raggiungere Volti, per un pranzo con i propri cari.  

Roberto Robbiano, la moglie Ersilia Piccinino e il loro piccolo Samuele, di soli sette anni e mezzo sono tra le vittime del crollo del ponte a Genova. I loro parenti li aspettavano a casa: quando la notizia è rimbalzata sui tg hanno provato a chiamarli, ma ai cellulari non ha mai risposto nessuno. La famiglia di Roberto è stata una delle prime a essere identificata, purtroppo. Il dolore è grande di fronte alle storie di queste famiglie che hanno perso la vita senza un motivo. 

DOPO IL CROLLE DEL PONTE MORANDI DI GENOVA LE STORIE DELLE VITTIME

Il racconto arriva fa un amico. I familiari non riuscivano a mettersi in contatto con Roberto e con sua moglie Ersilia. Sapevano che avrebbero dovuto fare quella strada per arrivare a casa e quando i telefoni suonavano ma nessuno rispondeva, hanno capito che forse era successo qualcosa. Un amico di famiglia, come riferisce Repubblica, è riuscito a raggiungere il luogo della tragedia. Si è fatto largo tra i soccorritori e ha riconosciuto l’auto. Marca, modello, colore e quel pallone di Spiderman con cui aveva visto giocare Samuele durante i viaggi con mamma e papà. L’atroce sospetto è poi diventato certezza al San Martino, dove i parenti sono stati accolti dal team di psicologi previsto dalla prefettura: Roberto, Ersilia e Samuele non ci sono più.

E sono davvero tante le storie delle famiglie che hanno perso la vita in questa drammatica giornata che il nostro paese non potrà mai dimenticare. 

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