L’omicidio di Luca Sacchi, Anastasia aveva davvero 2000 euro nello zaino?

Anastasia la fidanzata di Luca Sacchi dice di ricordare ben poco di quello che è successo la sera in cui lei e il ragazzo sono stati aggrediti a pochi metri dal pub nel quartiere Appio Latino dove erano andati a prendere un panino e controllare il fratellino più piccolo del ragazzo. Ma per le forze dell’ordine il racconto fornito da Anastasia non funziona. Del resto le parole del capo della Polizia ieri hanno fatto ben capire che questa storia non è ancora stata raccontata totalmente. Anastasia si ricorda di esser stata aggredita con una mazza da persone che non ha visto in faccia. Poi ha sentito Luca difenderla. Il giovane stava mettendo ko, essendo un esperto di arti marziali uno dei due aggressori e l’altro, lo avrebbe ucciso tirando fuori la pistola. Ma lei non ha visto nulla: ricorda di essere svenuta a terra, poi il rumore di una sorta di petardo. Non si era neppure resa conto che avevano sparato al suo ex fidanzato.

Ma per le forze dell’ordine questo racconto di Anastasia non reggerebbe. E se la famiglia di Luca continua a ribadire che il giovane non può avere nessun collegamento con i due aggressori, sottolineando che era così tanto attento alla sua forma fisica da essere persino astemio, figuriamoci se si faceva una canna, chi indaga si concentra su Anastasia. Potrebbe essere lei la chiave in questa vicenda. Perchè sembra che proprio lei avesse appuntamento con i due giovani nel quartiere per uno scambio di droga. Lei avrebbe portato i soldi per comprare erba per lei e per altri amici. Luca sapeva qualcosa? Luca è solo una vittima innocente di una brutta storia finita malissimo?

ANASTASIA AVEVA DAVVERO 2000 EURO NEL SUO ZAINETTO? GLI AGGRESSORI VOLEVANO I SOLDI?

Dal Corriere della sera:

 Perché sarebbe proprio la giovane ucraina, nella Capitale dal 2003, ad aver mostrato agli spacciatori giunti da Casal Monastero i soldi nel suo zainetto di pelle rosa: rotoli di banconote da 20 e 50 euro per un totale 2.000 euro, denaro che sarebbe dovuto servire per acquistare una partita di marijuana sufficiente per lei e tre amici che si trovavano nel John Cabot Pub.

Paolo Pirino, detto Paoletto e Valerio Del Grosso dovevano quindi incontrare proprio Anastasia e non sarà difficile per le forze dell’ordine stabilire se ci fosse un appuntamento. I cellulari di certo saranno fondamentali in tutto questo e forse, vista la convinzione mostrata ieri da Gabrielli, le forze dell’ordine hanno qualcosa in mano.

Del Grosso avrebbe dichiarato: “Volevo solo spaventarlo, non volevo ucciderlo”. A dare maggiori dettagli su quello che stava succedendo la nuova fidanzata del ragazzo. Stavano insieme da pochissimi giorni e a lei ha chiesto di prenotare la stanza in albergo dove è fuggito per nascondersi. Ma la nuova fidanzata di Valerio ha subito capito che c’era bisogno dell’intervento delle forze dell’ordine e racconta: “Tutti gli amici, me compresa, a questo punto gli abbiamo consigliato di andarsi a costituire. Mi ha pregato di accompagnarlo in albergo e fargli compagnia, mi sono rifiutata. L’ho solo portato lì, alla stanza 103, poi ho detto ai poliziotti dove l’avrebbero trovato“.

Per gli avvocati della famiglia Sacchi Valerio e Paoletto non stanno dicendo la verità e hanno messo in mezzo la droga e i soldi per evitare l’ergastolo. Vogliono infatti scongiurare accuse ben gravi, con le aggravanti dei futili motivi. Ma i due si saranno sentiti per mettersi d’accordo su questa versione da dare, ci saranno degli scambi di messaggi. E se questo incontro era stato programmato davvero, come loro raccontano, anche in questo caso ci saranno delle tracce. Nelle prossime ore di certo le forze dell’ordine faranno chiarezza su questa complicata e triste vicenda.

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