Omicidio Luca Sacchi un testimone rivela: “Era da solo, la fidanzata è arrivata dopo”

Sarà fondamentale ascoltare di nuovo la versione di Anastasia, la fidanzata di Luca Sacchi. Sarà fondamentale capire se le prime dichiarazioni rese sono state in qualche modo influenzate dallo spavento o dallo choc per la morte del suo giovanissimo fidanzato. Ma al momento, sembra proprio che la ragazza di cose non corrispondenti al vero ne abbia raccontate. Smentita da un video, smentita dalla testimonianza di un ragazzo che a Repubblica, ha raccontato quello che ha visto la sera in cui Luca è stato freddato. Un testimone che non ha nulla a che fare con questa storia: è un ragazzo che abita nel quartiere. Era affacciato alla finestra del bagno al momento dello sparo, si stava fumando una sigaretta. Il rumore ha attirato la sua attenzione: “Ho capito subito che era uno sparo” ha riferito a Repubblica il giovane. E ha anche aggiunto che Luca era da solo, era rivolto con la faccia verso il cielo. Con lui non c’era Anastasia che sarebbe invece arrivata in un secondo momento.

IL TESTIMONE RACCONTA: LUCA ERA DA SOLO QUANDO GLI HANNO SPARATO

Nelle prossime ore le forze dell’ordine forse daranno altri dettagli di questa storia che tanto ha colpito l’opinione pubblica e avranno modo di fare chiarezza. Ma nel frattempo dai giornali arrivano delle verità ben lontane da quelle che Anastasia ha raccontato.

Il testimone che ha raccontato quello che ha visto a Repubblica spiega:  “Luca era a faccia in su, con la mano destra aperta verso il cielo e la mano e il braccio sinistri verso terra”, ricorda. Non solo, a quanto pare Luca era lontano da Anastasia, non era al suo fianco mentre i due giovani le intimavano di dare il suo zaino: “Intorno a lui non c’era nessuno, sono corso a chiamare mia moglie e quando ci siamo affacciati, dopo almeno un minuto, non c’era ancora nessuno”.

Il testimone aggiunge anche altri dettagli: quando Anastasia è arrivata ha iniziato a urlare chiedendo che fosse chiamata l’ambulanza. Ma prima non aveva sentito nessun altro urlare, se Anastasia fosse stata realmente aggredita come ha raccontato, l’uomo avrebbe sentito anche le sue richieste di aiuto. La persona che ha reso la sua testimonianza è convinta di una cosa: in quella strada non c’è stata nessuna colluttazione, non c’è stata nessuna rapina.

Perchè la fidanzata di Luca avrebbe quindi dovuto inventarsi una aggressione? E’ tutto legato al famoso zainetto che era nel mirino dei due rapinatori? Cosa si nasconde dietro questo incontro sfociato in un drammatico omicidio?

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