Il silenzio di Vincenti ha ucciso i vigili del fuoco: si sarebbero potuti salvare se li avesse avvisati

L’arresto della persona che ha causato la morte dei tre vigili del fuoco non ridarà il sorriso dei loro cari alle famiglie ma giustizia è fatta. Oggi però, dopo la notizia dell’arresto e la conferenza stampa del procuratore di Alessandria, dolore si aggiunge al dolore. I Carabinieri infatti hanno ricostruito i fatti ed emerso che, il proprietario della cascina esplosa, Giovanni Vincenti, avrebbe potuto evitare la morte dei tre vigili del fuoco. L’uomo infatti aveva sintonizzato il timer delle bombole all’una e trenta, per cui, quando le forze dell’ordine lo hanno chiamato per l’esplosione di mezzanotte, sapeva che sul posto c’erano dei vigili del fuoco. Sapeva che pochi minuti dopo ci sarebbe stato un altro scoppio, quello più grave. Sapeva quello che stava succedendo ma non ha parlato. Non ha invitato i vigili del fuoco e i carabinieri ad andare via, ha taciuto e si è presentato sul posto, due minuti dopo l’esplosione. Sapeva che il timer era programmato per l’una e trenta e lui, pochi minuti dopo, è arrivato presso la cascina.

IL SILENZIO DI VINCENTI E LE SUE AZIONI HANNO UCCISO I TRE VIGILI DEL FUOCO

E ha continuato a mentire e a tacere anche dopo. Ha persino, nell’intervista rilasciata a Giorgio Sturlese Tosi per Quarto Grado, puntato il dito contro un suo ex collaboratore. Ha mentito e ha continuato a farlo anche di fronte alla morte di tre persone innocenti, di tre vigili del fuoco che stavano solo facendo il loro lavoro.

Il procuratore di Alessandra Cieri, a margine della conferenza stampa di questa mattina ha spiegato: ” La notte della tragedia Vincenti è stato informato da un carabiniere che il primo incendio era quasi domato – spiega il magistrato – Vincenti non ha detto che all’interno della casa c’erano altre cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire gas. Era intorno all’una, ci sarebbe stata mezz’ora di tempo per evitare la tragedia“.

E se è anche vero che l’uomo potrebbe aver pensato che nella prima esplosione erano esplose tutte le bombole, di fronte a una situazione simile, avrebbe almeno potuto accennare a qualcosa. Ma non lo ha fatto neppure dopo, quando ha continuato a parlare di gente che voleva male alla sua famiglia e che sarebbe stata disposta a compiere un gesto simile.

Se ci fosse stata una qualunque generica segnalazione, le cinque bombole che erano nell’altra abitazione avrebbero fatto potuto essere spente e la tragedia evitata” ha aggiunto il procuratore Cieri.

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