Luca Sacchi non sapeva della droga: Anastasiya e Giovanni Princi tramavano alle sue spalle? E lui voleva solo difenderla


Dopo la conferenza stampa conclusasi pochi minuti fa, emergono nuovi elementi nella vicenda legata alla morte di Luca Sacchi. Il giovane romano, come ha sempre sospettato la famiglia, sarebbe stato ucciso perchè al posto sbagliato nel momento sbagliato. E lo conferma anche il magistrato che ha seguito il caso. Nella conferenza stampa dopo la notizia dell‘arresto di Giovanni Princi, ex compagno di Luca e del coinvolgimento di Anastasiya in un possibile acquisto di droga, marijuana.  Questa mattina il Pm ha chiarito: “Allo stato non ci sono elementi per dire che Luca Sacchi era coinvolto, consapevole, partecipe della compravendita della droga“, ha detto il procuratore facente funzioni di Roma Michele Prestipino. Luca è stato ucciso perchè era insieme ad Anastasiya nel momento in cui Valerio del Grosso e Paolo Pirino avrebbero deciso di aggredirla per rubarle i soldi? Sembra sia questa la tesi degli investigatori. Una tesi confermata da alcune intercettazioni. Una chiamata di Valerio del Grosso al pusher che avrebbe dovuto dare la merce: il ragazzo diceva di aver avuto una idea geniale, perchè non rubare a quei ragazzetti oltre 70 mila euro, senza dare loro la droga? Non poteva però sapere che insieme ad Anastasiya c’era il suo fidanzato, un ragazzo che sapeva difendersi e che ha cercato di difendere la sua donna. Forse se non fosse stato un atleta, uno sportivo e un ragazzo coraggioso Luca si sarebbe salvato. E invece Valerio, spaventato per il fatto che Luca avesse messo ko il suo complice, non c’ha visto più e ha sparato spezzando per sempre la vita di un ventenne innocente.

 Per Anastasia, che risulta indagata, è stata applicata la misura dell’obbligo di firma: è accusata di avere tentato di acquistare un ingente quantitativo di droga la sera dell’omicidio.

LA RICOSTRUZIONE: ECCO PERCHE’ LUCA SACCHI E’ STATO UCCISO

Destinatari della misura della custodia cautelare in carcere, per concorso in omicidio pluriaggravato, rapina aggravata, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di un’arma comune da sparo sono già i due reclusi nel carcere di Regina Coeli , Valerio Del Grosso, Paolo Pirino suo complice con diversi precedenti alle spalle per rapina e spaccio . I due erano stati fermati nei giorni successivi all’omicidio; il nuovo arresto di giornata è quello di un terzo ragazzo 22enne considerato colui che materialmente li ha armati di un revolver calibro 38: è Marcello De Propris in carcere con l’accusa di detenzione, cessione di sostanza stupefacente e concorso nell’omicidio. Proprio Marcello avrebbe ricevuto la telefonata di Valerio, a lui chiedeva il permesso per compiere la rapina senza dare la merce ad Anastasiya. Il De Propris inoltre avrebbe fornito l’arma, la pistola di suo padre. E’ per questo che Del Grosso non ha mai fatto ritrovare l’arma.

Gli investigatori, senza che i protagonisti di questa vicenda lo sappiano, hanno a loro disposizione le intercettazioni complete. Marcello prende persino in giro Valerio e gli dice che non ha il coraggio di portare a termine un piano così “ardito”. E invece il Del Grosso non ha dubbi. Ce la farà. Non immaginava però che sulla sua strada avrebbe incontrato Luca. Ed ecco che la pistola, che non doveva essere usata, viene impugnata da Del Grosso, per freddare Luca.

Nel corso dell’operazione è stato arrestato anche il padre di De Propris, Armando. Le manette sono scattate a seguito della perquisizione nella sua abitazione dove i carabinieri hanno trovato 1 kg di droga.

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