La vicina di casa di Anna Corona: “Mi dicono complice, assassina, io non c’entro niente”

Denise è la figlia di tutti noi dobbiamo aiutare Piera Maggio” sono queste alcune delle dichiarazioni che ha rilasciato la signora Giacoma a La vita in diretta. La vicina di casa di Anna Corona, la donna che abitava al piano terra il primo settembre del 2004, racconta in tv la sua versione dei fatti su quel giorno. Ribadisce che non ha nessun coinvolgimento in questa vicenda e ribadisce anche che Anna Corona non ha spacciato quella casa come sua. Era a casa il primo settembre del 2004 quando Denise Pipitone scomparve da Mazara del Vallo e improvvisamente si trovò coinvolta in questa vicenda.

Nella sua intervista per La vita in diretta, nella puntata del 14 maggio, la vicina di casa di Anna Corona ribadisce quello che aveva detto anche all’inviato di Chi l’ha visto per il programma di Rai 3.

Da La vita in diretta le parole della vicina di casa di Anna Corona

Le parole della vicina di casa di Anna Corona a Lucilla Masucci:

Io stavo pulendo l’androne di casa, sono arrivati i carabinieri e anche Anna Corona. Hanno detto che volevano parlare con lei. Io me ne stavo andando. Si è girato uno di loro e mi hanno detto se potevano entrare. I li ho fatti entrare nel salone e sul mobile c’era anche la foto di un mio parente che non c’era più. Loro sapevano che era casa mia, il parente era il mio. Quel giorno a casa della signora Anna non sono saliti. Hanno detto che era scomparsa una bambina, e che si pensava che era figlia di Pietro Pulizzi. Anna Corona ha reagito con sarcasmo

L’inviata de La vita in diretta spiega che la signora avrebbe voluto anche partecipare alla fiaccolata per Denise Pipitone ma non lo ha fatto perchè da tempo si sente chiamare “assassina”. Le dicono che sono una complice ma lei sottolinea che non ha nulla a che fare con questa vicenda. Lancia anche un appello a Piera Maggio: qualsiasi cosa voglia sapere, lei è a disposizione per rispondere a tutte le sue domande.

La vicina di casa di Anna Corona continua:

Io la signora Piera non la conoscono, sono nonna e posso immaginare il dolore che prova ogni sera senza sapere dove sia la bambina. Piera io ti vorrei abbracciare io non so niente, mi additano tutti come se fossi una complice, come se fossi una assassina. Io non so nulla. Parlate tutti, chi sa deve parlare, c’è una bambina che manca da 17 anni. I bambini non si toccano.

La signora ribadisce quindi di essere a completa disposizione per raccontare a Piera tutto quello che accadde in quella casa il giorno in cui le forze dell’ordine andarono a fare i controlli.

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