L’ultima notte di Saman: tenta la fuga e viene strangolata, 13 minuti per spezzare la sua vita

Manca solo il corpo della diciottenne a confermare tutte le testimonianze che sono state raccolte nelle ultime ore. La più preziosa quella del fratello di Saman Abbas che, portato in una comunità protetta ha deciso di raccontare a chi indaga tutto quello che è successo il giorno maledetto in cui sua sorella è stata uccisa. Sarebbe stata strangolata: non più di 15 minuti per uccidere la ragazza senza scrupoli. E’ questo il racconto che avrebbe fatto il ragazzo alle forze dell’ordine. Avrebbe parlato dello zio di cui tutti avevano paura. Uno zio che ha “sbrigato la pratica” perchè ormai Saman era solo una persona scomoda in una famiglia che si era macchiata di troppe colpe a causa della giovane.

Saman sarebbe stata uccisa la notte del primo maggio. Era tornata a casa forse prchè i suoi genitori le avevano fatto delle promesse, quelle di una nuova vita, quelle di una vita “normale” con il ragazzo che amava. Ma Saman aveva ascoltato una conversazione tra i suoi parenti e aveva capito tutto: dovevano ucciderla perchè quella era l’unica “soluzione”. Ne ha parlato anche con il suo fidanzato, inviandogli una nota vocale. Forse neppure il giovane si è reso conto del pericolo che Saman stava correndo, e non ha avvisato le forze dell’ordine.

L’ultima notte di Saman

La ragazza, stando a quello che si è ricostruito, capisce che non riavrà la sua libertà. Forse si rende conto di esser stata imbrogliata. E allora prende il suo zainetto, le poche cose che ha e chiede ai genitori di riavere i suoi documenti. Mancano pochi minuti alla mezzanotte quando la giovane minaccia di andare via e litiga con i suoi. Il padre di Saman non sapendo gestire la situazione chiama al telefono lo zio e gli dice che la ragazza sta cercando di andarsene. Ed è stato lui a uccidere la ragazza.

Lo zio di Saman secondo la procura è l’esecutore materiale dell’omicidio. Lo sostiene anche il fratello della ragazza, racconta a chi lo ha ascoltato che l’uomo avrebbe strangolato sua sorella. Quando è tornato a casa non aveva nulla in mano, ma: «piangeva molto – ha detto il ragazzo – e diceva a me di non piangere». È in quell’occasione che lo zio avrebbe detto ai genitori, anche loro in lacrime: «Ora ci penso io». Il ragazzo avrebbe anche chiesto a suo zio dove fosse il corpo: «Perché volevo abbracciarla per l’ultima volta». Lo zio gli ha rispoto che non poteva dirglielo, per poi minacciarlo: «Non dire niente ai carabinieri, o ammazzo anche te». Ed è per questo motivo che il ragazzo nei giorni successivi non ha chiesto aiuto, non ha chiamato le forze dell’ordine ma si è limitato a eseguire tutto quello che gli veniva detto.

Il piano per la fuga in Pakistan

Secondo le forze dell’ordine però questo omicidio non è stato un gesto disperato arrivato dopo una lite ma era stato ben premeditato, bisognava solo capire come e quando. Per Saman erano stati anche comprati i biglietti per il Pakistan ma era chiaro a tutti che lei non sarebbe partita. Per questo, per chi indaga, questa è la dimostrazione della premeditazione. I genitori della ragazza sapevano che sarebbero stati subito messi sotto torchio dalle forze dell’ordine e per questo sono scappati in patria.

Si continua a cercare il corpo di Saman, che purtroppo, non è stato ancora ritrovato.

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