Denise Pipitone ultimissime: svelato il contenuto della lettera anonima, ecco chi c’era in macchina

“Sono 17 anni che so dei fatti sulla bambina scomparsa Denise Pipitone e sono sicurissimo al cento per cento che è la realtà dei fatti. Io non ho parlato prima per paura. Nonostante tutto sto parlando adesso di quel poco che ho visto e che credo sia un indizio sicurissimo. Sono stati loro 100 per 100” inizia così la lettera anonima che due mesi fa era stata inviata all’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta e anche alla redazione di Chi l’ha visto. Nel corso di queste settimane, nel programma di Rai 3 avevano ascoltato le ultime notizie sul caso ed erano stati mostrati alcuni stralci della lettera. Ieri però il contenuto integrale della missiva è stato rivelato, anche in seguito alle novità che arrivano dalle indagini. Gaspare Ghaleb infatti, proprio negli ultimi giorni, è stato convocato in procura a Marsala. E dell’ex fidanzato di Gessica Pulizzi si parla in questa lettera.

Denise Pipitone ultimissime: il contenuto della lettera anonima

La persona che ha mandato questa lettera anonima racconta: “Era di mercoledì, tornavo da lavoro intorno alle 12.30-13, abitavo in zona e c’era una fila di auto in coda perché a quei tempi c’era il mercato. Esce un’auto ad alta velocità e sorpassa le auto in coda, si mette correndo nella mia carreggiata e mi tocca specchio e auto, faceva caldo e avevo i finestrini aperti, mi sono accostato e ho guardato dal visore e vedo e sento una bambina gridare Aiuto mamma aiuto.

Denise Pipitone: chi c’era in macchina il giorno del sequestro?

E’ bene ricordare che si tratta di una lettera anonima che arriva 17 anni dopo i fatti e che quindi bisogna mantenere grande cautela. La persona che ha scritto questa lettera spiega che al volante ci sarebbe stato Gaspare Ghaleb, oggi ha 35 anni ma all’epoca dei fatti ne aveva 18 ed era il fidanzato di Gessica Pulizzi. Nella lettera si legge: “Era un’auto blu scuro con al lato guida il tunisino, il ragazzo di Gessica Pulizzi. “

E ancora: “La bambina gridava forte, piangeva dicendo aiuto, ho sentito l’urlo, la bambina, come ho immaginato io era buttata dietro dalla signora che la teneva con i piedi oppure a fianco messa bassa perché la bambina tanto che gridava aiuto che l’altra donna si è girata e le ha messo le mani sulla bocca per non farla urlare. Credetemi io ero fermo e ho visto tutto, ho paura di parlare, ho famiglia e figli ma andate al sicuro, sono loro tre. Sono stati loro al cento per cento.”

Nella lettera si fanno i nomi di altre due persone, che sarebbero due donne.

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