Terremoto in Venezuela, nuova forte scossa di assestamento: salvato un ragazzo dopo 106 ore sotto le macerie
Ancora un'altra scossa di terremoto in Venezuela nella giornata del 29 giugno 2026: ecco le ultime notizie
Una nuova e potente scossa di assestamento ha colpito il Venezuela nella mattinata di lunedì, alimentando la paura nelle aree già devastate dal violento terremoto del 24 giugno. Il sisma, di magnitudo 5.1, è stato registrato poco dopo le 7 ora locale dal Servizio geologico colombiano e ha avuto epicentro nei pressi di La Guaira, lo Stato maggiormente colpito dalla tragedia. La scossa è stata avvertita distintamente anche a Macuto, dove in quel momento erano in corso delicate operazioni di soccorso.
I vigili del fuoco, impegnati nella ricerca di una donna rimasta intrappolata insieme a due dei suoi tre figli, hanno dovuto interrompere momentaneamente le attività e abbandonare l’edificio per mettersi in sicurezza. Fortunatamente non si registrano feriti a causa del nuovo evento sismico.
Terremoto in Venezuela ultime notizie del 29 giugno 2026
Tra le macerie, però, arriva anche una notizia di speranza. A Caraballeda, sempre nello Stato di La Guaira, i soccorritori sono riusciti a estrarre vivo Aaron Levi Cantillo Vargas, un ragazzo di 21 anni rimasto intrappolato per ben 106 ore. Al salvataggio hanno partecipato squadre provenienti da Venezuela, Messico ed El Salvador. A dare la notizia è stato il presidente salvadoregno Nayib Bukele, spiegando che le operazioni sono state rese particolarmente difficili dalla presenza del corpo senza vita di una persona tra i soccorritori e il giovane.
Aaron è stato immediatamente affidato alle cure dei medici specializzati. Secondo la presidente facente funzioni del Venezuela, Delcy Rodríguez, l’intervento di recupero è durato complessivamente 43 ore e rappresenta uno dei salvataggi più significativi dall’inizio dell’emergenza.
Più drammatica, invece, la situazione a Macuto. Dopo circa 20 ore di ricerche, i vigili del fuoco italiani hanno deciso di interrompere le operazioni di recupero della donna e dei suoi due figli, una scelta resa inevitabile dalla violenta scossa di assestamento che ha provocato un ulteriore cedimento della struttura, aumentando il rischio per i soccorritori.
Nei giorni scorsi la donna era riuscita a inviare un messaggio WhatsApp alla cugina e aveva continuato a comunicare con le squadre di emergenza battendo su un tubo di ferro per indicare la propria posizione. Dopo il terremoto registrato in tarda mattinata, però, quei segnali si sono improvvisamente interrotti, lasciando spazio al timore che le condizioni all’interno dell’edificio siano ulteriormente peggiorate. Nel frattempo, le operazioni di ricerca proseguono in altre zone colpite, nella speranza di trovare ancora superstiti sotto le macerie.
Intanto in Venezuela, sono salite a 1.450 le vittime accertate, sono più di 3mila i feriti e ben oltre 50mila le persone disperse e segnalate sia tramite i canali ufficiali che i siti web di raccolta informazioni.