Il Blue Whale esiste davvero? Anche in Italia i primi casi: la conferma della Polizia a Le Iene

Prima della messa in onda del servizio de Le Iene sul tema del Blue Whale, il gioco del suicidio, con le testimonianze delle mamme di due vittime dalla Russia, in Italia si era parlato di questa “triste moda” ma si era etichettata la notizia come una fake news. E anche dopo il servizio de Le Iene dedicato al triste gioco della balena blu, alcuni giornalisti avevano accusato Le Iene di diffondere notizie false, le classiche fake news e di fare quindi falsa informazione. Non è la prima volta che succede ma in questo caso, vista la delicatezza del tema, Matteo Viviani, che ha curato il servizio sul blu whale la scorsa settimana, ha deciso di andare a fondo intervistando un esponente della polizia italiana visto che il blue whale sarebbe purtroppo arrivato anche in Italia. Per far capire che non si tratta di una fake news ma di qualcosa che sta succedendo davvero, non sono bastate le testimonianze delle due mamme che hanno raccontato la storia di due ragazzine russe che dopo aver partecipato al gioco si sono suicidate, non è bastata la testimonianza di un padre che dopo aver perso suo figlio per lo stesso motivo ha creato una associazione, non sono bastate le parole dei ministri russi preoccupati da questo fenomeno. “Potrebbe chiamarsi in un altro modo certo, dipende dalla moda del momento, i morti potrebbero essere di più o di meno ma questo non importa” ha spiegato Viviani che ha invece sottolineato l’importanza della diffusione del messaggio per mettere in guardia genitori e ragazzi. E per questo ha incontrato Elisabetta Mancini primo dirigente della Polizia di Stato per la sezione anticrimine.

IL BLUE WHALE ESISTE? IL GIOCO DELLA BALENA CHE PORTA AL SUICIDIO E’ ARRIVATO IN ITALIA?

La Mancini ha spiegato che purtroppo in Italia il fenomeno esiste, non si sa ancora quale sia la portata del Blue Whale e quante persone abbiano giocato o stiano giocando. Al momento i casi segnalati alla polizia, dopo il servizio de Le Iene sono tre. Uno in particolare è quello di una ragazza che stava facendo il gioco che è arrivata al giorno 50 ha tentato il suicidio ma non ce l’ha fatta. E’ stata lei, in ospedale, a raccontare quello che stava succedendo parlando dei curatori e del gioco con i medici e con gli agenti di Polizia che le sono stati vicini dopo il tentato suicidio. Poi è arrivata la segnalazione di un papà che si è reso conto della presenza di alcuni segni strati sulle braccia di suo figlio. E infine è arrivata la segnalazione di un ragazzo preoccupato dopo aver visto sempre degli strani segni sulle braccia di una sua amica. Tre casi che a quanto pare fanno pensare al blue whale, il gioco del suicidio, il gioco della balena blu che porta alla morte dei ragazzini che vengono manipolati mentalmente. E quando Viviani ha chiesto alla Mancini se il blue whale, se questo gioco esista e sia anche in Italia quindi, la dirigente della polizia di Stato ha risposto che il servizio de Le Iene è stato di fondamentale importanza perchè il fenomeno nel nostro paese c’è e potrebbe anche diffondersi molto in fretta. Per questo è importante che se ne parli ma nel modo giusto: solo così i genitori si potranno rendere conto di quello che accade nella vita dei loro figli e sarà utile agli stessi ragazzi per capire cosa sia giusto o meno fare. 

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