Aria condizionata e coronavirus: esiste davvero un pericolo reale di trasmissione del virus?


Con l’arrivo della calda stagione, ci avevano detto, il virus sarebbe morto lentamente. Ma in realtà nessuno sa che cosa succederà in estate e tutto, purtroppo, è in divenire. Negli ultimi giorni poi si parla molto dell’aria condizionata e del legame che ci potrebbe essere nel trasportare, grazie alle particelle di acqua che muove, il virus da una parte all’altra. Il legame tra i condizionatori e la trasmissione del coronavirus viene studiato anche in Cina. In particolare lo studio, di cui si è parlato e si sta parlando molto anche in Italia in queste ore, analizza una situazione accaduta realmente. Si prende in esame un ristorante, dove si sarebbero contagiate delle famiglie che avrebbero cenato nella stessa stanza, una sala molto grande dove però erano presenti degli impianti di aerazione.

CORONAVIRUS E ARIA CONDIZIONATA: I CONDIZIONATORI SONO PERICOLOSI?

Sul tema sono intervenuti nelle ultime ore i virologi che abbiamo imparato a conoscere in questi giorni, parlando anche di quanto accaduto in Cina, nel caso che viene oggi studiato per capire la possibile correlazione tra la diffusione del virus e i condizionatori.  Roberto Burioni, sul suo portale ‘Medical Facts’ ricorre a un esempio di contagio avvenuto in un ristorante cinese di Guangzhou (ex Canton), per spiegare “come alcuni semplici dettagli possano fare la differenza” quando tra pochi giorni partirà la ripresa. Burioni infatti cerca di analizzare, mostrando anche schematicamente, come la sala del ristorante era stata predisposta e come forse non si sia tenuto bene in considerazione il flusso di aria che era stato generato dai condizionatori che forse, hanno favorito il diffondersi del contagio in sala. I condizionatori di per sé non sono pericolosi se tutto viene disposto nel migliore dei modi. Ciò a cui bisogna fare attenzione è il flusso d’aria per capire dove possono essere portate le goccioline e quindi anche possibili tracce di coronavirus.

Nel caso dello studio fatto in Cina il ruolo del condizionatore è stato determinante. In quel momento, va ricordato che in Cina siamo solo all’inizio dell’epidemia. Cosa è successo nella sala in cui si sono contagiate diverse persone? Burioni spiega che a causa del condizionare le goccioline  “sono state sospinte dal getto del condizionatore e sono arrivate più lontano“. Non possiamo quindi permettere che questo succeda e per questo motivo gli spazi devono essere ridisegnati nel migliore dei modi.

Va detto, come spiega Burioni che però ci sono delle considerazioni da fare: serve tempo per il contagio, le persone rimaste in sala hanno cenato e sono state nello stesso posto per più di un’ora. Inoltre serve una corrente d’aria che favorisca il trasporto.

CONDIZIONATORI E CORONAVIRUS: RIPENSARE GLI SPAZI

Cosa fare quindi per evitare che i condizionatori diventino pericolosi e veicoli di trasmissione del virus? La risposta di Burioni:  “nel momento in cui ci accingiamo a riaprire ristoranti, bar e uffici dobbiamo ben tenere presente quanto è successo, che non ha solo aspetti negativi. E’ vero che persone dei tavoli vicini, colpiti dalla corrente d’aria generata dal condizionatore, sono state infettate a distanze maggiori.

ARIA CONDIZIONATA E CORONAVIRUS: IL PARERE DI BASSETTI

 Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive al policlinico San Martino di Genova ha detto la sua sul tema. L’Adnkronos Salute gli ha chiesto se si teme il rischio che il coronavirus possa annidarsi nell’aria condizionata. “Io credo di no – ha risposto l’infettivologo, ma forse bisognerà valutare in ambienti chiusi dove ci sono soggetti che aerosolizzano grandi quantità di virus. Credo però che i filtri siano in grado di trattenere questo virus”.

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