Iconize picchiato in strada mostra l’occhio nero e denuncia il bullismo sui social

Non sapeva se condividere con gli oltre 500 mila followers che lo seguono su Instagram quanto accaduto ma poi lo ha fatto. Ha mostrato il suo volto, un occhio tumefatto. Ha raccontato di esser stato aggredito in strada, perchè omosessuale. E’ il racconto di Iconize nel 2020 non nel 1800. Purtroppo succede ancora. E se fino a qualche settimana fa dicevamo che da questa storia del Covid 19, ne saremmo usciti tutti più buoni, diversi, maturi, bè sembrerebbe proprio che non sarà così. Iconize spiega che ha pensato molto, non sapeva se scrivere o raccontare di questa aggressione subita ma poi ha deciso di farlo perchè è giusto che si sappia che gente va in giro per le strade di Milano.

Così Marco Ferrero racconta di esser uscito a portare in giro il cane per una breve passeggiata. Tre ragazzi lo fermano e succede poi quello che mai si sarebbe aspettato.

ICONIZE AGGREDITO IN STRADA: DENUNCIA BULLISMO E OMOFOBIA

Con queste parole, anticipa il video nel quale spiega quanto accaduto:

Volevo condividere con voi cosa mi è successo ieri sera!

In un momento come questo dove diciamo che ci manca stare con amici e vedere persone spesso c’è ancora più odio! Il bullismo é terribile e i preconcetti ancora di più! SONO STUFO.

Marco quindi spiega di aver deciso di parlare di quanto accaduto perchè essendo molto seguito, può lanciare dei messaggi importanti. Racconta che tre ragazzi lo hanno fermato, chiedendogli una sigaretta. Lui non l’aveva e quindi ha detto di no. Uno dei tre prima lo ha apostrofato con termini come “frocio” poi gli ha dato un pugno, come si può ben vedere dal video che l’influencer ha postato sui social. “Questo è bullismo” ha detto Marco, molto scosso per quello che è successo. Con le lacrime agli occhi ha continuato: “Ma voi sapete che ci si vergogna a essere bullizzati perchè si pensa che si ha qualcosa che non va e che per questo si viene bullizzati? “.

E conclude: “Nella vita è meglio dare una mano a qualcuno, spendere una parola non un pugno in faccia.”

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