La moglie di Jovanotti: “Per un genitore è una prova crudele. Ci siamo aggrappati a nostra figlia” (Foto)

Le parole di Francesca Valiani, la moglie di Jovanotti, arrivano come quelle del cantante dopo il post della figlia Teresa, dopo che lei ha voluto raccontare del tumore, della vittoria (foto). In pochi sapevano della prova che la famiglia di Jovanotti stava attraversando e adesso tutti sanno quanto una ragazza di soli 22 anni sia stata forte, come una roccia. E’ la roccia a cui Teresa e Lorenzo si sono aggrappati, lo confida Francesca, con l’immenso orgoglio di potere parlare di sua figlia. La figlia di Jovanotti è guarita, sta bene, ma gli ultimi mesi e il periodo precedente, quando ancora non sapeva della malattia, sono stati terribili. In questi mesi sono rimasti in silenzio, adesso vogliono donare solo la positività di quanto è accaduto nella loro famiglia.

IL MESSAGGIO DI FRANCESCA, LA MOGLIE DI JOVANOTTI

“Quando l’impensabile ti arriva addosso senti che non sarai in grado di affrontarlo, che vincerà lui, ma se la fortuna ti mette accanto medici ed infermiere straordinari che ti spingono a credere che invece no, lui non vincerà affatto, inizi a crederci e guardare solo l’obiettivo, la fine. “Oggi è dura ma finirà, non è per sempre”. Ieri è stato quel giorno, quel giorno in cui tutto doveva finire e così è stato, non si può descrivere la felicità”. 

Ieri il post di Teresa ha sorpreso tutti, emozionato tutti, ma era già tutto superato, invece Francesca non può che ricordare quanto sia stata crudele la prova che hanno dovuto superare. “Per un genitore è una prova crudele, ma se ancora una volta la fortuna ti è amica e ti regala una figlia come Teresa non puoi che uscirne riempito invece che svuotato. Lei è stata la roccia alla quale io e Lorenzo ci siamo aggrappati, non il contrario”. 

Ha più di un grazie da dire a chi ha fatto di tutto per aiutarli: “Vorrei ringraziare le nostre famiglie, i nostri amici, chi sapeva e si è mosso con rispetto e discrezione. Vorrei ringraziare il prof Veronesi che non ci ha mai fatto mancare il suo affetto e la sua professionalità, il prof. Corrado Tarella, la favolosa dottoressa Anna Vanazzi, Alice e Lucia, due veri angeli custodi, e poi tutti, tutti, gli operatori. Il mio pensiero va a chi ancora combatte contro malattie che ti stravolgono la vita, a chi studia queste malattie, a chi, ad un certo punto si troverà ad avere a che fare con una malattia che fa paura. Quanta vita troviamo quando la vita si trova in pericolo”. 

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